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31/07/2020 I 70 anni della Cisl tra memoria e futuro: seminario a Fermo per riflettere di digitalizzazione e partecipazione nel mondo che cambia
Futuro, memoria, digitalizzazione e partecipazione sono i quattro capisaldi del Consiglio Generale che si è tenuto oggi, venerdì 31 luglio, al Fermo Forum. Presenti oltre 130 persone, in pieno rispetto delle normative anti-Covid, per celebrare nelle Marche i 70 anni dalla fondazione della Cisl. Aprendo i lavori, il Segretario Generale della Cisl Marche, Sauro Rossi, ha voluto tributare un omaggio alle vittime del Covid-19. «Ci troviamo oggi in una condizione inedita – dichiara Sauro Rossi -. Siamo tornati a riunirci in presenza nel rigoroso rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie vigenti. Era però importante fare questo passaggio per dare rilievo a un’occasione in cui abbiamo tenuto insieme la dimensione della memoria e del futuro, ragionando anche sui processi cruciali su cui dovremo costruire il rilancio del nostro Paese». L’evento è stato suddiviso in due sessioni di lavoro: una parte seminariale per riflettere sui processi di digitalizzazione e di partecipazione dei lavoratori nelle imprese e nella pubblica amministrazione, con ospiti il prof. Donato Iacobucci, Docente Ordinario di Economia Applicata dell’Università Politecnica delle Marche, e l’avvocato Alessandro Lucchetti, esperto di Diritto del Lavoro. Ai lavori, coordinati dal Segretario Regionale della Cisl, Marco Ferracuti, ha partecipato anche il Segretario Confederale Aggiunto della Cisl Nazionale, Luigi Sbarra, che ha concluso la prima sessione. «La digitalizzazione è entrata prepotentemente nel dibattito pubblico negli ultimi anni – osserva Marco Ferracuti -. La trasformazione del nostro paese da analogico a digitale è una rivoluzione tecnologica e culturale con ripercussioni in tutti i campi, dalla sanità, al sociale, al lavoro. Oggi, tra le implicazioni del Covid nei luoghi di lavoro e l'accelerazione della riorganizzazione del lavoro dovuta dall'introduzione nelle realtà produttive dell'innovazione tecnologica diventa fondamentale Innovare il modello di relazioni sindacali». «La crisi scatenata dal Covid-19 ha accelerato i processi di cambiamento dell’Italia e del mondo, e ha reso il cambiamento una necessità irrimandabile – dichiara Luigi Sbarra, Segretario Confederale Aggiunto della Cisl Nazionale -. La digitalizzazione dell’economia e del lavoro è parte fondamentale di questo processo. Non dobbiamo aver paura di questa evoluzione, che ha in sé grandi opportunità di crescita e coesione, ma a patto di tenerla ancorata all’economia reale e alla centralità e alla dignità della persona che lavora. Dobbiamo fare un grande sforzo per orientarla su traguardi sociali che leghino produttività e solidarietà, competitività e partecipazione».   «Dobbiamo far evolvere il sistema di ammortizzatori e di strumenti attivi ben agganciati ai fondi europei, a partire dallo SURE, per assicurare transizioni tutelate e garantendo in ogni momento alla persona reddito e formazione – prosegue Sbarra -. Al Governo il ruolo di sbloccare gli investimenti, di utilizzare bene ogni centesimo delle nuove dotazioni che provengono dall’Unione, e di valorizzare l’apporto di una contrattazione sempre più partecipativa, vicina alla persona e al territorio, innovativa. Si tratta di entrare insieme nell’era digitale cogliendo tutte le opportunità e costruendo un nuovo modello di sviluppo che non lasci indietro nessuno. Un obiettivo che richiede vera concertazione sociale».   «In questi anni abbiamo accumulato un grande ritardo nel campo della ricerca e dello sviluppo – sottolinea il prof. Iacobucci -. A soffrire sono state soprattutto le piccole imprese. Per emergere e muoversi su nuove traiettorie di crescita è sempre più necessario investire, soprattutto in competenze, relazioni e capitale umano». «Nei processi di digitalizzazione e innovazione è sempre più cruciale la partecipazione dei lavoratori – aggiunge l’avvocato Lucchetti -. Stiamo assistendo a un nuovo paradigma dove cambiano i rapporti di gerarchia e subordinazione, con processi sempre più circolari che esaltano l’autonomia, la competenza e la prossimità. Quello che manca è un concreto inquadramento normativo, con adeguate politiche pubbliche a sostegno di questi fenomeni, soprattutto nella pubblica amministrazione». La seconda parte dell’iniziativa, coordinata dalla Segretaria Regionale Cristiana Ilari, è stata dedicata alla storia della Cisl nelle Marche, con un tributo ai Segretari Generali e ai componenti delle Segreterie Regionali che dal 1974 ad oggi hanno guidato il sindacato cislino nella nostra regione.  «Abbiamo scelto come immagine per questa iniziativa il manifesto ideato per noi dagli studenti vincitori del concorso per le scuole “Fatica ed emancipazione nel lavoro che cambia” indetto per il 70° anniversario della Cisl – afferma Cristiana Ilari -. Un filo rosso che rappresenta simbolicamente il nostro legame associativo, che unisce donne e uomini che vivono il lavoro e del lavoro nel presente, nel passato e nel futuro, perché nella Cisl si legano l’esperienza di lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati e le speranze dei giovani. Il nostro compito è sostenere, accompagnare, orientare , tutelare, rappresentare i diritti, i bisogni, il valore di queste donne e di questi uomini che scelgono la Cisl, il sindacato nuovo».
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29/07/2020 Ministra Lamorgese:“ La ricostruzione ha bisogno di tempi certi ma servono anche i controlli di legalità " Sindacati soddisfatti
    Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil  di Macerata esprimono grande soddisfazione per le dichiarazioni del Ministra Lamorgese e del Commissario Legnini a seguito dell'incontro congiunto tra il Commissario  alla ricostruzione del Centro Italia, il Direttore della struttura per la prevenzione e il contrasto antimafia –sisma e i Prefetti del territorio del cratere. “ La ricostruzione ha bisogno di tempi certi ma servono anche i controlli di legalità per i quali si può valutare la possibilità di definire uno schema tipo di Protocollo, sulla scorta dell’esperienza della Prefettura di Macerata, adattabile alle diverse esigenze dell’ampio territorio colpito dal sisma”. Queste dichiarazioni sostengono con  forza l’idea che le Federazioni sindacali di categoria maceratesi, in maniera unitaria, perseguono da tempo. « L’introduzione del badge di cantiere è uno strumento utile e necessario  per arginare le possibili  infiltrazioni criminali nella realizzazione delle opere ed a tutela del lavoro.- sottolineano Filomena Palumbo, Feneal Uil, Jacopo Lasca, Filca Cisl e Massimo De Luca, Fillea Cgil -  Sono parole, quelle del Ministro, che riconoscono un grande lavoro realizzato con collaborazione di tutte le parti sedute al Tavolo istituzionale costituito dal Prefetto Jolanda Rolli.»   «Questo strumento - proseguono i sindacati di categoria - trova la sua efficacia e la sua forza  se pensato in maniera integrata ad altri strumenti già obbligatori ( certificato di congruità), ad alcuni  che speriamo siano funzionali in tempi brevissimi ( settimanale di cantiere e piattaforma informatica della Struttura Commissariale) ed altri, come il DURC, per il quale ci auguriamo che la sospensione venga interrotta quanto prima.» Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil  di Macerata nelle ore antecedenti al trasferimento del Prefetto Rolli hanno consegnato un documento che facesse memoria del percorso fatto; percorso che ha portato alla sottoscrizione del Protocollo citato dal Ministro Lamorgese. «Le Casse edili del territorio sono immediatamente operative avendo realizzato sia il software informatico necessario sia essendosi dotate delle tecnologie necessario per il rilascio del badge. - concludono i Risponsabili di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil  di Macerata -  Ci auguriamo di poter essere convocati quanto prima dal nuovo Prefetto per poter ricominciare immediatamente il percorso e definire la fase operativa.»      
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29/07/2020 Lavoro. Cgil, Cisl, Uil in piazza per la crescita economica. A Roma 'La Notte per il Lavoro'. Furlan: "Crescita, salute e sicurezza restano le priorità"
“La notte per il lavoro” lo slogan della manifestazione che si svolgerà , mercoledi 29 luglio dalle 20.30, in piazza Santi Apostoli, a Roma,  con le testimonianze dei delegati e le conclusioni dei leader nazionali di Cgil, Cisl , Uil, Landini, Furlan, Bombardieri. L'iniziativa dà il via alla  doppia mobilitazione indetta da Cgil Cisl e Uil nel corso della segreteria unitaria svoltasi il 22 luglio scorso. Obiettivo: sollecitare il governo all'avvio di un confronto urgente con cui orientare la strategia di spesa che si appresta a varare per utilizzare le risorse del Recovery Fund. «Solo attraverso il coinvolgimento di chi rappresenta il mondo del lavoro potremo cambiare in meglio il nostro Paese. Il tema del lavoro, della crescita devono essere la priorità accanto a quello della sicurezza e della salute» ha detto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, nel corso della conferenza stampa di presentazione della "Notte per il lavoro".  «Abbiamo già perso posti di lavoro e non possiamo permetterci di perderne ancora. Le risorse che l'Europa ha reso disponibili sono ingenti, cifre importanti ai quali vanno aggiunti i 37 miliardi del Mes. Abbiamo avuto rapporti importanti con le altri parti sociali e con il governo, agli Stati Generali abbiamo portato le nostre proposte di crescita. Siamo convinti che non un euro vada sprecato e attraverso il coinvolgimento di tutti ci possa essere una svolta per il paese. Si devono scegliere i settori trainanti, di qualità dove il paese può essere competitivo, ci deve essere un piano forte di rilancio dell'economia. Abbiamo invitato il governo a fare un patto, un'alleanza forte per fare insieme questo percorso - ha aggiunto - dobbiamo pretendere un piano di sviluppo davvero importante».«Siamo ad un punto di svolta, così ci auguriamo, per il nostro paese -  ha poi  proseguito ricordando i mesi terribili vissuti - Siamo davanti ad un nemico invisibile, che abbiamo cercato di arginare ed arrestare e credo che in parte il risultato ci sia. Nei mesi più duri abbiamo realizzato protocolli sulla sicurezza del lavoro anti-Covid - ha tenuto a ricordare - per consentire la riapertura e anche per chi non ha mai smesso di lavorare. Questo ci ha permesso di essere già preparati ad affrontare questa sfida. Oggi il virus non è scomparso, sicuramente è meno violento e meno contagioso, ma la battaglia non è completa».«Il tema della sicurezza è assolutamente attuale - ha poi sottolineato - pretendere che siano rispettati i protocolli è assolutamente importante, protocolli di sicurezza che ci devono essere anche per la riapertura delle scuole e questo ritardo e' insopportabile» ha concluso. La prima iniziativa pubblica, “La notte per il lavoro”,  domani in piazza Santi Apostoli, a Roma, avrà al centro le rivendicazioni sindacali, a partire dal blocco dei licenziamenti, la proroga degli ammortizzatori sociali fino alla fine dell’anno, la riforma fiscale e la lotta all’evasione, i rinnovi contrattuali nazionali privati e pubblici, investimenti, sanità, sicurezza sul lavoro, conoscenza, cultura , infrastrutture materiali ed immateriali, lavoro stabile, digitalizzazione, mezzogiorno, previdenza, legge sulla non autosufficienza, inclusione sociale e soluzione delle crisi aziendali aperte, con le testimonianze dei delegati e le conclusioni dei leader nazionali di Cgil, Cisl , Uil, Landini, Furlan, Bombardieri. Con la mobilitazione Cgil Cisl Uil intendono ridare voce alla piattaforma sindacale messa a punto sui temi del lavoro e per la riduzione delle diseguaglianze sociali riportando così al centro dell'agenda politica le rivendicazioni sindacali, dal blocco dei licenziamenti al proroga degli ammortizzatori sociali fino alla fine dell'anno, dalla riforma fiscale alla lotta all'evasione, dai rinnovi contrattuali agli investimenti, sanità, sicurezza sul lavoro. La seconda iniziativa avrà luogo il 18 settembre. Una giornata di mobilitazione nazionale di tutto il mondo del lavoro a sostegno delle rivendicazioni di Cgil, Cisl, Uil ed a supporto del confronto sulle scelte che il Governo assumerà nella prossima legge di bilancio.  Cgil, Cisl, Uil, stanno programmando per i primi di agosto anche un’iniziativa pubblica sul tema della sicurezza del lavoro.      Fonte: https://www.cisl.it/primo-piano/16950-ue.html
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27/07/2020 Sanità 8° posto alle Marche per gli infortuni sul lavoro legati al Covid. Confermate le analisi della Cisl. Talevi Cisl Fp Marche: " Va garantita massima sicurezza per chi lavora in sanità "
I dati Inail, relativi al primo semestre 2020, relativi agli infortuni sul lavoro  legati all'emergenza coronavirus, confermano quanto nelle settimane scorse  era stato anticipato dalla  Cisl Fp  in particolare per la pubblica amministrazione e la sanità : il Covid ha colpito percentualmente in maniera importante nelle Marche per quanto concerne gli infortuni sul lavoro. Le Marche infatti complessivamente ( pubblico e privato ) si colloca all'ottavo posto ( le prime quattro sono Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna )  per incidenti sul lavoro legati al Covid ( il 2.8% degli infortuni in Italia ) sostanzialmente alla pari con regioni di dimensioni maggiori come Toscana e Lazio  . «Se   Il lockdown  e la chiusura di gran parte delle attività produttive, ha comportato, rispetto al 2019, un calo degli infortuni nel privato  intorno al 25%,nella pubblica amministrazione ed in particolar modo nella sanità questo fenomeno non vi è stato » - ha sottolineato Luca Talevi, Segretario Generale della Cisl FP Marche. Nelle Marche si sono registrate, nel primo semestre 2020, 1405 denunce complessive di infortuni sul lavoro legati al Covid: di queste 557 nel pesarese ( il 39,6%) , Ancona 293, Macerata 192, Fermo 76, Ascoli 24. Di queste denunce ben il 45% provengono dal comparto sanità ed assistenza. Le professionalità più colpite, come denunciato più volte dalla  Cisl Fp Marche, sono gli infermieri , operatori socio sanitari e socio -assistenziali, in prevalenza donne, che sono il 72% del totale . « Nei prossimi giorni, chiederemo alla Regione la mappatura per quanto concerne la sanità pubblica, azienda per azienda, delle denunce inviate all'Inail al fine di poter da subito condividere, insieme ai rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, iniziative atte a creare situazioni di massima sicurezza per i lavoratori, in una ottica anche tesa ad eventuali "ritorni" dell'emergenza Covid ad autunno. - incalza  il Segretario Generale della Cisl FP Marche-  Massima attenzione dovrà essere posta anche nella sanità privata e nelle strutture di assistenza per anziani, pesantemente colpite dall'emergenza Covid, che hanno registrato molti lavoratori colpiti dal virus. Ma è l'intera pubblica amministrazione che deve organizzare il proprio lavoro, anche con l'utilizzo continuativo dello strumento dello smart-working, per trovare nuovi assetti organizzativi, condivisi con i sindacati, tesi a coniugare l'efficienza dei servizi con la massima sicurezza dei lavoratori. - conclude Luca Talevi - La Cisl Fp Marche vigilerà affinché i recenti protocolli nazionali sottoscritti con il Ministero della Salute trovino piena attuazione in tutti i luoghi di lavoro.»
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24/07/2020 Lanfranco Rocco nuovo Responsabile della Fnp Cisl di Fermo
Passaggio del testimone ai vertici del sindacato dei pensionati Fnp Cisl di Fermo: Lanfranco Rocco è il nuovo Responsabile locale territoriale, subentra a Giovanni Casturà che  dopo un lungo impegno sindacale nella Fnp Cisl ha lasciato l’incarico per sopraggiunti limiti di età.   «Ringrazio Giovanni Casturà per la sua opera e per il suo impegno in tutti questi anni – ha dichiarato  Lanfranco Rocco  a margine della sua nomina a Responsabile della Fnp Cisl di Fermo - e ringrazio tutto il Consiglio Direttivo Fnp Cisl  per  avermi eletto.  Con i miei collaboratori, Rosalba Postacchini e Claudio Scatasta,  vogliamo portare avanti, in tutto il  territorio Fermano, il nostro impegno a  favore dei più deboli ed in particolare dei pensionati della Cisl».   La nomina del nuovo Responsabile della Fnp Cisl di Fermo e dei suoi collaboratori è avvenuta durante il  Consiglio Direttivo  RLS Fnp Cisl della  provincia di Fermo che si è svolto ieri, 23 luglio,  in Località Santuario dell’Ambro.   Per l’occasione presenti il Segretario Generale della Cisl Marche, Sauro Rossi, il Segretario Generale della Fnp Cisl Marche, Mario Canale, il componente della Segreteria regionale Fnp Cisl , Giulio Grazioli e il Responsabile della Area sindacale territoriale della Cisl di Fermo, Alfonso Cifani.
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23/07/2020 Premialità Covid per i lavoratori della sanità:  FP CGIL  CISL FP  UIL FPL Marche chiedono alla Regione di  portare a termine gli impegni
Si è svolto oggi  l'incontro di verifica sullo stato di attuazione del protocollo di intesa riguardante le premialità per i lavoratori della sanità impegnati nell’emergenza Covid.  «E’ stata fatta  una prima ricognizione sullo stato del confronto, tutti gli enti hanno provveduto a  pagare le indennità e lo straordinario mentre, relativamente al sistema premiante a fasce, occorre  che siano individuate ulteriori risorse tra le possibilità previste dalla norma.  – sottolineano le Segreterie regionali Fp Cgil   Cisl Fp   Uil Fpl Marche - Il DL Rilancio, infatti, con la sua definitiva conversione in legge dà certezza rispetto alle risorse complessivamente stanziabili per le premialità dell'emergenza Covid consentendo alla Regione Marche l'incremento di ulteriori 2,4 milioni di euro.» «Abbiamo, inoltre, richiesto – rilanciano i rappresentanti di  regionali Fp Cgil   Cisl Fp   Uil Fpl Marche  - di dare piena attuazione a quanto previsto dal decreto "Salva Calabria" laddove si prevede che il limite massimo di spesa per il personale sanitario per ogni regione può essere incrementato prendendo a riferimento i dati di spesa effettiva del 2018. Questa possibilità, prevista all'art. 11 del Dlgs 35/2019, consentirebbe maggiori margini anche per quanto riguarda la capacità di assunzione del nostro servizio sanitario regionale; si ricorda che il precedente limite in materia di personale era riferito alla spesa effettiva del 2004 meno 1,4% con effetti devastanti sulla contrazione degli organici.» Il tavolo di confronto si aggiorna al prossimo 30 Luglio dove per Fp  Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl « è fondamentale che siano chiariti il nuovo tetto di spesa del personale e le ulteriori risorse da destinare alle premialità.»
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23/07/2020 Smart working: luci ed ombre del lavoro agile nel racconto dei suoi protagonisti
Il Tgr Rai Marche racconta nell'arco di tre servizi giornalistici le storie di Marilena e Sofia, una dipendente della Pubblica Amministrazione e un'insegnante che in questi mesi hanno avuto modo di sperimentare lo smart working, potendone apprezzare i risvolti positivi e negativi. Nei tre speciali, insieme ad altre voci del mondo del lavoro, interviene anche la Segretaria regionale della Cisl Marche, Cristiana Ilari, che riporta il punto di vista del sindacato sul cosiddetto lavoro agile: un fenomeno che è sì opportunità di crescita, ma che va normato tramite la contrattazione per valorizzare l'autonomia del lavoratore e tutelare, tra gli altri, anche il diritto alla disconnessione. Ilari fa notare come nelle Marche, durante l'emergenza sanitaria causata dal Covid-19, si sia fatto ampio ricorso allo smart working, con percentuali altissime proprio nella Pubblica Amministrazione. «Quello realizzato nell'emergenza è stato spesso un generico lavoro da remoto - osserva però la Segretaria regionale -. Lo smart working ha bisogno di spazi e attrezzature adeguati, altrimenti diventa un lavoro frustrante e limitante». Aspetti critici anche per quanto riguarda la peculiare situazione delle donne lavoratrici: «Purtroppo la conciliazione è ritenuta erroneamente una questione esclusivamente femminile - prosegue Ilari -. Le donne si sono trovate a dover far fronte a doppi carichi: quello lavorativo e quello di cura della famiglia».
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22/07/2020 Riapertura scuole, ministra Azzolina nelle Marche. Sindacati: «Risposte insufficienti e vaghe»
Non potrà certo essere l’ acquisto dei banchi monoposto o la riduzione del tempo scuola o la didattica a distanza, che va considerata come didattica dell’emergenza, o la visita della Ministra la soluzione del problema dell’inizio dell’anno scolastico in sicurezza nelle Marche.  «Purtroppo oggi poche sono le risposte ricevute durante l’incontro avuto con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina - spiegano Lilli Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal) - solo una possibile apertura circa le risorse che in settimana il governo dovrebbe stanziare per attivare l’organico d’emergenza,  che con insistenza è stato chiesto dai sindacati della scuola e da tutti i partecipanti all’incontro e l’invito al Direttore Regionale ad analizzare una per una e risolvere le situazioni complesse per numero di alunni presenti nella regione».  A 40 giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico infatti anche nella nostra regione la situazione è preoccupante. Allo stato attuale nonostante i reiterati incontri dei tavoli regionali, nonostante i ripetuti ed incalzanti monitoraggi richiesti alle Istituzione Scolastiche dalla Direzione Regionale, non è dato ancora sapere quante siano nel dettaglio le situazioni a rischio in ogni scuola, ossia quanti alunni troveranno posto in classe in sicurezza e quanti spazi aggiuntivi saranno necessari. Non risulta sia mai stata condivisa una mappatura dello stato degli edifici scolastici della regione e del reale fabbisogno aggiuntivo di organico docente ed Ata. Eppure dall’analisi dei dati forniti nel mese di maggio dall’ufficio scolastico regionale emergono situazioni preoccupanti: 189 sezioni di scuola dell’infanzia dovranno accogliere in media dai 26 ai 30 alunni, 188 classi della scuola primaria e 123 della scuola secondaria di primo grado da 25 a 30 alunni, 658 classi della secondaria di secondo grado dai 25 ai 36 alunni, e in molte di queste realtà saranno presenti alunni diversamente abili Sembra evidente che le risorse ordinarie attribuite per la copertura dei posti del personale non hanno evitato la formazione di classi sovraffollate, che ancor più oggi appaiono inadeguate per affrontare la ripresa dell’anno scolastico con l’emergenza sanitaria in atto.  Da mesi come OO.SS. ripetiamo che servonorisorse straordinarie per incrementare l’organico decente ed Ata in particolare sono necessari:          docenti per le scuole dell’infanzia per organizzare le attività per gruppi come previsto dalle linee guida;          docenti per la primaria a garanzia dell’offerta formativa e del tempo scuola richiesto dalle famiglie;          docenti per le secondarie di I e II grado assegnando ore aggiuntive di insegnamento anche trasformando le cattedre esterne in cattedre interne.          Un maggior numero di unità di personale Ata, in particolare collaboratori scolastici indispensabili per garantire ingressi/uscite, pulizia approfondita di aule e laboratori, distanziamento personale. Chiediamo particolare considerazione per le zone della nostra regione colpite dal sisma del 2016, che vivono ancora in una situazione di forte precarietà anche scolastica.  Risulta inoltre impensabile, alle condizioni date da questa emergenza, gestire Istituti Scolastici in reggenza sia per quanto riguarda i Dirigenti Scolastici che per i Dsga. Tema urgente e non di poco conto è il trasporto scolastico. Data la riduzione della capienza di trasporto dei bus, specie per gli studenti delle scuole superiori che ne lascerebbe a casa il 50%, le scuole saranno costrette a modificare l’organizzazione scolastica con un capovolgimento delle finalità: la scuola che si deve adattare ai trasporti e non i trasporti al servizio della scuola per garantirne l’offerta formativa.  Il DL 34/2020 ha prorogato al 20/9 il termine ultimo per le immissioni in ruolo e per gli utilizzi, ma la scuola inizia il 14/9 ora anche nelle Marche. La creazione di graduatorie provinciali per le supplenze è fortemente in ritardo per assicurare la presenza di tutti i docenti necessari il 1 settembre, e non garantirà la continuità didattica considerate le innumerevoli e incomprensibili modifiche delle tabelle di valutazione.  Come organizzazioni sindacali, ribadiamo che la scuola deve riaprire a settembre in presenza per tutti, ma deve poterlo fare in sicurezza per gli alunni e per i lavoratori. Troviamo proprio per questo sconcertante l’esclusione del personale docente di sostegno e/o educativo dal conteggio della superficie necessaria per l’avvio dell’a.s. 2020-21 in sicurezza ed in presenza, così come previsto dalla nota Usr 12661 del 08/07/2020.  La mancanza di linee guida chiare ed esaustive e di un efficace coordinamento territoriale sta scaricando tutte le responsabilità sulle autonomie scolastiche e sui dirigenti scolastici.  Se non si vuole mettere in ginocchio la scuola marchigiana impoverendola e dequalificandola basta chiacchiere e inutili passerelle servono fatti!!! E a meno di un mese dall’inizio della scuola, lo ribadiamo, il tempo è scaduto!!!
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22/07/2020 Vigili del Fuoco: bene la pari dignità retributiva, ma la ripartizione delle risorse è una beffa
  Grazie al sacrificio dei Vigili del Fuoco, alla loro volontà, all’impegno fattivo del Governo, alle azioni sindacali messe in campo, i Vigili del Fuoco hanno ottenuto un risultato storico. Finalmente, le promesse fatte negli anni dai politici di turno si sono trasformate in realtà, quando il Governo ha individuato le risorse economiche necessarie ai Vigili del Fuoco per ottenere il raggiungimento della pari dignità retributiva e previdenziale rispetto alle altre forze dell'ordine.  Ma siamo stati beffati, sulla ripartizione delle risorse individuate.  Non ci sentiamo di utilizzare toni trionfalistici, come altri sindacati stanno facendo, che è bene ricordare sostengono da decenni che l’unica strada per ottenere la giusta valorizzazione era il comparto sicurezza, la 121, l’articolo 16, l’equiordinazione.  Purtroppo, nel provvedimento adottato, relativo alla ripartizione delle risorse economiche al personale, l'amministrazione, senza contrattare nulla, senza concordare nulla, ha deciso unilateralmente la divisione delle risorse, creando a parere nostro disparità tra i Vigili del Fuoco, dove ad esempio sono stati riconosciuti circa 13 euro lordi ai Vigili con pochi anni di servizio.  Peccato! Questo era un risultato di tutti i Vigili del Fuoco, ottenuto dalla forza e dalla consapevolezza di tutti i Vigili del Fuoco, che hanno aderito a tutte le iniziative di lotta che i sindacati hanno messo in campo, per vedere poi al momento della ripartizione economica, che a chi era sempre stato alla "finestra" è toccata la "fetta" più grande.  Noi della Fns Cisl abbiamo sempre chiesto e lottato per ottenere le risorse necessarie al raggiungimento della pari dignità retributiva e previdenziale. Al contrario c’era chi urlava ai quattro venti che l’unica maniera per recuperare risorse economiche fosse chiedere l’equiordinazione dei Vigili del Fuoco alle forze di polizia, o addirittura chiedere di inserire i VF all’interno della legge 121/1981, citando come mantra l’articolo 16.  Vedere oggi, dopo che il Governo 5 Stelle e Pd ha dimostrato che le nostre tesi erano corrette, ovvero che per ottenere il giusto riconoscimento economico bastava semplicemente trovare le risorse, che le stesse sono state ripartite senza valorizzare appieno il lavoro dei Vigili del Fuoco, utilizzando parametri non pienamente rispondenti al lavoro dei Vigili del Fuoco, vedere ciò da veramente fastidio.  Vogliamo comunque ringraziare tutti i Vigili del Fuoco che hanno ottenuto questo risultato, seppur parziale, e soprattutto, diciamo grazie al sacrificio di tutti quei Vigili del Fuoco, che con le loro azioni, con il loro servizio, hanno legato indissolubilmente il Corpo e i cittadini.  Verifichiamo con amarezza che, nonostante il passo in avanti, si sarebbero potute ripartire in maniera più efficace le risorse economiche. Ne prendiamo atto, ma continuiamo con la nostra azione politica al fine di "aggiustare" la ripartizione delle risorse, presentando due emendamenti che sono volti a recuperare il gap pensionistico, chiedendo i 6 scatti pensionistici nonché la risoluzione del problema in particolare dei Vigili più giovani (fino ai sette anni di servizio) che sono i più penalizzati economicamente.
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20/07/2020 Scuola, sovraffollamento in oltre 1.100 classi: «Situazione allarmante»
Oltre 1.100 classi con una media tra i 25 e i 36 alunni. Alla faccia del Covid e del distanziamento, sono questi i numeri della scuola marchigiana secondo l’analisi di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snal Confsal su dati forniti da un Ufficio scolastico regionale parecchio impegnato, a poco più di un mese dall’avvio del nuovo anno scolastico, in rassicurazioni di facciata. «La situazione è davvero preoccupante» tuonano invece le organizzazioni sindacali marchigiane lanciando un segnale  di allarme rispetto alle reali possibilità di rientro a settembre nelle aule scolastiche in condizioni di sicurezza. «Allo stato attuale – spiegano Lilli Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal) - nonostante i reiterati incontri dei tavoli regionali, nonostante i ripetuti ed incalzanti monitoraggi richiesti alle istituzione scolastiche dalla direzione regionale, non è dato ancora sapere quante siano nel dettaglio le situazioni a rischio in ogni scuola, ossia quanti alunni troveranno posto in classe in sicurezza e quanti spazi aggiuntivi saranno necessari. Non risulta sia mai stata condivisa una mappatura dello stato degli edifici scolastici della regione e del reale fabbisogno aggiuntivo di organico docente ed Ata». Dall’analisi dei dati forniti nel mese di maggio dall’Ufficio scolastico regionale emergono situazioni preoccupanti: 189 sezioni di scuola dell’infanzia dovranno accogliere in media dai 26 ai 30 alunni, 188 classi della scuola primaria e 123 della scuola secondaria di primo grado da 25 a 30 alunni, 658 classi della secondaria di secondo grado dai 25 ai 36 alunni, e in molte di queste realtà saranno presenti alunni diversamente abili. «Sembra evidente – proseguono i sindacati - che le risorse ordinarie attribuite per la copertura dei posti del personale non hanno evitato la formazione di classi sovraffollate, che ancor più oggi appaiono inadeguate per affrontare la ripresa dell’anno scolastico con l’emergenza sanitaria in atto. Se non verranno urgentemente prese decisioni coerenti in termini di investimenti per edifici scolastici, trasporti, spazi e organici (avendo ben presente inoltre la situazione dei territori colpiti dal sisma) le misure “fai da te” a costo zero a cui saranno costrette le Istituzioni scolastiche abbandonate a se stesse, rischieranno di essere disomogenee ed inadeguate a garantire il diritto allo studio degli studenti a partire dai più piccoli e dai più fragili. E non potrà certo essere l’ acquisto dei banchi monoposto o la riduzione del tempo scuola o la didattica a distanza, che va considerata come didattica dell’emergenza, la soluzione del problema. La realtà è che in queste condizioni, il ritorno a scuola per tutti gli studenti avverrà nel caos e nell’incertezza e la responsabilità andrà imputata al colpevole ritardo di chi ha il dovere di prendere delle decisioni».  Da mesi le organizzazioni sindacali ribattono sulla necessità di risorse straordinarie per incrementare l’organico docente ed Ata, su un provvedimento specifico sulla scuola. «Purtroppo – concludono - la realtà che appare è quella di un Ministero in grande ritardo “sconnesso” dalla realtà in cui si trovano le istituzioni scolastiche del paese, che ha predisposto linee guida senza un giusto investimento di risorse e senza indicazioni precise, e che sta scaricando tutta la responsabilità sulle autonomie scolastiche, i dirigenti scolastici e sugli Enti Locali. “La scuola si fa a scuola” è questo il messaggio che lanciamo, perché come organizzazioni sindacali vogliamo ribadire che la scuola deve riaprire a settembre in presenza per tutti, ma deve poterlo fare in sicurezza per gli alunni e per i lavoratori. Per questo, al contrario di ciò che fino ad oggi è accaduto, serve un reale ed adeguato coordinamento tra i diversi livelli Istituzionali coinvolti  - Ufficio Scolastico Regionale, Regione Marche, Anci, Upi - che supporti in modo efficace e tempestivo le autonomie scolastiche in tutte le operazioni propedeutiche alla ripresa delle attività. Se non si vuole mettere in ginocchio la scuola marchigiana impoverendola e dequalificandola basta chiacchiere servono fatti. E a meno di un mese dall’inizio della scuola il tempo è scaduto».
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20/07/2020 Accesso informatico al CUP: un ostacolo per i cittadini più anziani
Le nuove procedure per l’accesso al Cup prevedono la registrazione su un portale tramite app: un sistema che rappresenta un disagio per gli utenti più anziani. La dirigenza sanitaria dell'Area Vasta 1 non si rende conto che non tutti possono accedere ai nuovi strumenti con una app internet e sistemi di prenotazione - registrazione informatizzati.  >Gli anziani, che raggiungono in alcuni comuni del territorio provinciale oltre il 30% della popolazione, non sempre riescono ad utilizzare questi strumenti.. La Cisl di Fano e Fnp Cisl esprimono il profondo disappunto per questa scelta che crea disagio ai cittadini, ostacola maggiormente l’accesso al servizio sanitario già difficoltoso con il Cup.  L’aspetto che ci lascia profondamente amareggiati è anche la completa mancanza di interlocuzione sulle scelte sanitarie che avvengono nel nostro territorio, nonostante le ripetute richieste di incontro ad oggi inevase e alle quali non è giunta nemmeno una risposta di diniego dell’incontro.  Abbiamo invece necessità di comprendere come sono riorganizzati i servizi territoriali distrettuali, l’Adi, i servizi per la disabilità ( logopedia, fisioterapia),  la riorganizzazione dei poliambulatori (quanti sono, dove sono allocati, quali servizi e prestazioni erogano), la funzionalità operativa delle Case della salute: sono alcuni degli aspetti che necessitano di un confronto che purtroppo non si è mai avviato . Esemplare come sempre la decisione ultima di organizzare un servizio di prenotazione con sistemi informatici senza alcuna minima condivisone. Cisl e Fnp di Fano chiedono alla dirigenza dell’Area Vasta e al direttore di Distretto di convocare le parti sociali per confrontarsi sui tanti temi rimasti inevasi. Chiediamo anche ai Sindaci di sostenere l’apertura di un vero confronto con la dirigenza sanitaria per rendere efficiente e territorialmente omogeneo il servizio sanitario territoriale . Non solo ospedali (i sindaci potrebbero chiedere non cliniche private convenzionate, ma l’allineamento dei posti letto dell’AV1 con quelli delle altre Aree Vaste della regione) ma un sistema salute incentrato su prevenzione, servizi territoriali e domiciliarità.
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17/07/2020 Fnp Cisl Fano: " Malati di Alzheimer, vanno riaperti i centri diurni e le strutture residenziali con la massima attenzione al rispetto delle normative anti contagio"
Il sindacato dei pensionati della Cisl di Fano solidale e vicino agli anziani malati di Alzheimer e ai loro familiari. «In questa fase dell’emergenza  COVID – 19,  nei nostri uffici arrivano cittadini stanchi che mettono in luce la difficile condizione familiare di chi deve assistere e accudire pazienti gravi che  non hanno ancora la possibilità di usufruire centri diurni oppure di essere ammessi nelle strutture residenziali.» sottolinea in una nota stampa Luciano Rovinelli, Responsabile Fnp  Cisl di Fano, Le Delibere della Regione Marche 600 del 18 maggio e 685 del 8 giugno danno indicazioni sulla riapertura dei Centri semiresidenziali sanitari e socio-sanitari e sulla gestione delle strutture residenziali sanitarie, sociosanitari e sociali, ma ad oggi  vi sono ancora  delle problematiche. «Il Centro Alzheimer Margherita, va riaperto il  prima possibile. Un’ eccellenza e un punto di riferimento per tante famiglie che sono coinvolte in una malattia così invalidante, che crea disagi sia psicologici che economici. - rilancia Rovinelli -  Per quanto riguarda le Case di Riposo, le  Residenze Protette  e le RSA per anziani, durante l’emergenza sanitaria COVID -19, abbiamo monitorato le situazioni e le diverse problematiche dovute  anche ai decessi avuti tra i ricoverati,  incontrando Area Vasta, Distretti, Prefetto ed Enti gestori.» «In questa fase, continuiamo, come sindacato dei pensionati della Cisl di Fano, a seguire alcune questioni, ponendo sempre attenzione agli ospiti delle strutture.  Vi sono diversi casi di  familiari che non possono rientrare al  lavoro perché i loro cari sono peggiorati e non riescono ad essere ammessi nelle strutture. Familiari che hanno difficoltà ad incontrare i loro cari ricoverati: persone non autosufficienti, per cui l’assistenza e l’affetto dei propri familiari è determinante sotto il profilo delle condizioni fisiche e psicologiche, che si aggravano a seguito della loro privazione.  -   conclude il Responsabile della Fnp Cisl di Fano -  Pur prestando massima attenzione al rispetto delle normative anti contagio, riteniamo quindi necessario procedere gradualmente alla riapertura dei centri diurni e delle strutture residenziali, con l’obiettivo di dare maggiore qualità alla vita degli anziani ospiti e dei loro familiari.»      
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17/07/2020 Gruppo Whirlpool Italia, 17 luglio sciopero di 8 ore. Manifestazione e presidio ad Ancona
Nell’ambito della mobilitazione nazionale Whirlpool, venerdì 17 luglio proclamate 8 ore di sciopero con manifestazione e presidio presso la Prefettura di Ancona a partire dalle ore 9,00 per terminare alle ore 12.00. I sindacati di categoria, Fim-Cisl Fiom-Cgil Uilm-Uil,  chiedono  al Governo un intervento autorevole nei confronti della multinazionale americana, che non sta rispettando quanto stabilito nell’accordo del 25 ottobre 2018. «Le continue decisioni unilaterali dell’azienda, tra cui la delocalizzazione di sedi impiegatizie, la chiusura di stabilimenti, la delocalizzazione di asset strategici, rischiano di impoverire ulteriormente il tessuto industriale italiano con inevitabili ricadute su tutti i territori interessati, tra cui quello di Fabriano, già pesantemente provato dalle varie riorganizzazioni industriali. Dall’incontro del 31 luglio con Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero del Lavoro - precisano e rilanciano i sindacati -  ci aspettiamo un deciso e decisivo cambio di passo delle scelte in capo all’azienda e delle posizioni governative, che mettano al primo posto la centralità dell’Italia nel suo complesso, tenendo anche conto della strategicità del settore dell’elettrodomestico bianco.»   «Lo sciopero di oggi va a sostegno dei lavoratori di tutto il Gruppo Whirlpool dopo un anno e mezzo di incontri sterili. Arrivare infatti alla data del 31 luglio senza avviare una seria e concreta trattativa con il Governo corrisponderà solo all’ennesima inutile perdita di tempo.  - ha dichiarato Alessandra Damiani, Segretaria Nazionale Fim Cisl  -  Serve un’assunzione di responsabilità di tutte le parti affinchè si persegua l’obiettivo della continuità occupazionale, con garanzie di lungo periodo per tutti gli stabilimenti. Non siamo più disponibili a soluzioni che lascino nell’incertezza i lavoratori e le loro famiglie. Tre i principali punti da affrontare con urgenza: Favorire l’attuazione del piano industriale sottoscritto nel 2015 del sito di Carinaro, ad oggi in grande ritardo; impedire che in altri siti del Gruppo subentrino crisi; infine, la posizione unilaterale dell’azienda sulla gestione delle eccedenze tra gli impiegati, non solo non tutela la professionalità ma non aiuta il già difficile clima. Come Fim Cisl continueremo a vigilare, affinché la vertenza non cada nell’oblio. Le lavoratrici e i lavoratori hanno pagato fin qui il prezzo più alto della crisi.»  
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16/07/2020 Cgil, Cisl e Uil Marche: Subito il pagamento degli ammortizzatori per i lavoratori dell'artigianato. 21 luglio Sit in e manifestazione regionale ad Ancona
  Sono oltre 40mila, nelle Marche, le lavoratrici e lavoratori artigiani  che non hanno ancora percepito l’assegno ordinario per i mesi di aprile, maggio e giugno 2020, a causa dell’emergenza Covid - 19.  « E’ gravissimo, inacettabile e non più tollerabile. – affermano con forza Cgil Cisl Uil Marche – Chiediamo al Governo di risolvere rapidamente il problema, per questo scendiamo in piazza ed invitiamo tutti i lavoratori artigiani marchigiani ad Ancona il 21 luglio.»   «I lavoratori dei settori artigiani non possono essere considerati lavoratori di “serie b” -  denunciano Cgil Cisl Uil Marche - Tutti gli altri settori hanno già ricevuto la CIG e i Bonus da molte settimane, addirittura nel caso degli autonomi senza neanche aver dovuto dimostrare un calo di lavoro nei mesi del lockdown.»  « Il Governo -  sottolineano e concludono i sindacati confederali - pur avendo garantito risorse pari a 750mln nel DL Rilancio, comunque insufficienti, ha predisposto un meccanismo farraginoso di rendicontazione che non ha permesso ad oggi di trasferire queste risorse ad  FSBA ( Fondo di solidarietà per l’artigianato)  e di conseguenza all’EBAM ( Ente bilaterale Artigianato Marche).»   Il presidio – manifestazione regionale Cgil Cisl Uil Marche si terrà  MARTEDI’ 21 LUGLIO 2020  ore 10,30 sotto la Prefettura di Ancona in Piazza del Plebiscito    
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15/07/2020 Settore agricolo, rinnovo contratti provinciali : 16 luglio 2020 CPL DAY
«Il settore agricolo è rilevante per l’ economia del nostro paese e della nostra regione  per dimensioni occupazionali  per fatturato e per la notevole quantità e qualità delle esportazioni agricole.» scrivono in una nota stampa le Segreterie  provinciali  di  FAI-CISL  FLAI- CGIL  UILA- UIL che hanno indetto, insieme alle  Segreterie nazionali FAI FLAI UILA ,  per giovedì 16 luglio una giornata di  mobilitazione e informazione sullo stato dei rinnovi dei contratti provinciali del settore agricolo.      Nelle Marche, gli occupati del settore si attestano  a 1800 unità ( dati 2019) con contratto a tempo indeterminato  e ad 8200 unità con contratto a tempo determinato per un totale di  oltre 10000 addetti. Ai quali si sommano il forte incremento, registrato negli ultimi anni,  delle attività agrituristiche e del conseguente turismo  gastronomico . Il fatturato delle attività agricole supera i 1.500.000.000,00  di euro  pari al 3 % della produzione agricola nazionale, rappresentando così uno dei settori vitali della nostra regione anche per il valore  delle esportazioni .    «In questi difficili mesi caratterizzati dalla emergenza pandemica COVID 19 , persino durante il periodo di lockdown , i prodotti alimentari della nostra agricoltura non sono mai mancati nei negozi e nelle case degli italiani grazie allo straordinario impegno e senso di responsabilità  profuso dai  lavoratori del settore  .- affermano FAI-CISL  FLAI- CGIL  UILA- UIL - Il mercato del lavoro agricolo nelle Marche è tendenzialmente sano, ma proprio per questo motivo bisogna tenere alta la guardia anche a ragione delle crescenti difficoltà di carattere finanziario causato dalla emergenza sanitaria Covid 19. Un settore che, nelle Marche è costituito principalmente da piccole e piccolissime aziende e molto spesso a conduzione familiare, rischia di diventare preda della malavita organizzata che ha ingenti risorse finanziarie a disposizione .  Va quindi costituita al più presto,  in ogni provincia una cabina di regia e una rete del lavoro agricolo di qualità, per mantenere e garantire  integrità al settore ed avere un autorevole osservatorio permanente delle dinamiche del comparto agricolo e dei suoi livelli occupazionali .»   «Le relazioni sindacali, la giusta  applicazione dei contratti di lavoro ed il loro corretto rinnovo, la attività della Bilateralità  assumono un ruolo fondamentale per arginare i fenomeni di illegalità e sfruttamento del lavoro . - rilanciano e concludono i sindacati di categoria -  Le lavoratrici e i lavoratori del settore credono che il rinnovo contrattuale non possa essere derogato ad altro periodo ed auspicano che il confronto con le controparti produca la sua naturale sintesi nel più breve tempo possibile .  »
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14/07/2020 Commissione di Bacino dell’Artigianato di Fermo:" Lavoratori in affanno, va sbloccato il pagamento del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l'Artigianato"
  «Sfiorano le 6000 unità i lavoratori della provincia di Fermo che ad oggi non hanno ricevuto ancora il pagamento del mese di aprile per la sospensione dovuta al Covid19. -  affermano i  componenti della Commissione di Bacino dell’Artigianato di Fermo in rappresentanza di Cgil, Cisl, Uil, Confartigianato e Cna - I fondi stanziati dal Governo con il decreto rilancio a copertura di quanto spettante e dovuto dal Fondo di Solidarietà Bilatere per l'Artigianato   (FSBA)  ai lavoratori sono bloccati da questioni tecniche burocratiche . - proseguono -  In questi giorni sono arrivati pochi spiccioli che hanno potuto soddisfare solo il 30% dell’effettiva platea in tutta la regione che ammonta a circa 45.000 lavoratori. Il fondo e l’ente bilaterale ha comunque gestito burocraticamente la questione nel migliore dei modi ma in una fase di emergenza straordinaria era ed è impossibile far fronte con strumenti ordinari.»    «In un territorio come quello Fermano dove la maggior parte dei lavoratori provengono da piccole aziende artigiane, ci troviamo di fronte ad intere famiglie che attendono di ricevere il pagamento di aprile e maggio, per non dire che anche a giugno la ripresa non è stata totale per tutte le aziende e quindi non possono nemmeno contare sul salario pieno di questi ultimi mesi. - denuncia la Commissione di Bacino dell'Artigianato di Fermo -  Siamo continuamente in contatto con questi lavoratori e proprio in questi giorni le richieste di aiuto che ci arrivano anche nella compilazione delle richieste di anticipo del trattamento presso gli istituti bancari sono moltissime, e non semplici per tutti da compilare, il meccanismo per richiederlo è poco chiaro e parecchio macchinoso e non tutte le banche aderiscono lasciando privi anche di questa possibilità molti lavoratori. - concludono -  La tensione sociale è alta.  Se non ci sarà uno sblocco entro breve sarà di difficile gestione. Va prolungato il divieto di licenziamento , vanno affiancati  e armonizzati gli ammortizzatori sociali per affrontare  al meglio questa situazione, considerata davvero straordinaria.        
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09/07/2020 Aggressioni contro gli autisti degli autobus: i sindacati chiedono l'intervento del Prefetto e l'impiego di steward a bordo
Troppe aggressioni agli autisti dei bus. In questi giorni è accaduto per ben due volte a Falconara Marittima, mentre un altro episodio si è registrato a Montecarotto: in quest'ultimo caso, il dipendente è finito in ospedale. Negli ultimi mesi, i sindacati, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno denunciato il proliferare di episodi di violenza nei confronti degli autisti degli autobus urbani ed extraurbani durante lo svolgimento del lavoro, mentre sono intenti a far rispettare le regole, a partire dall’obbligo di indossare le mascherine durante il tragitto all’interno dei mezzi. «Si tratta di vicende molto gravi – sottolineano i sindacati –. Considerando il persistere del fenomeno, chiediamo l’intervento del Prefetto e la presenza degli steward a bordo dei mezzi così da tutelare i conducenti che svolgono il loro lavoro». L’ordinanza regionale obbliga l’utilizzo della mascherina a bordo degli autobus ma, secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, «la responsabilità non deve cadere sul conducente del mezzo, il cui compito deve essere quello di guidare garantendo l’incolumità dei passeggeri e degli utenti della strada».
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09/07/2020 Uci Cinema - Giometti: raggiunto l’accordo per la prosecuzione delle attività lavorative
Dopo tre incontri non risolutivi con UCI e Giometti, tenuti nelle date del 19 e 25 maggio, e del 9 giugno 2020, il 2 luglio e dopo una lunga e complessa trattativa, le parti hanno finalmente raggiunto un accordo quadro.  Forti inizialmente erano i dubbi circa la prosecuzione delle attività lavorative, e di conseguenza vi erano grandi preoccupazioni legate alla continuità occupazionale.  Gli obiettivi sindacali principali sono stati raggiunti: sarà mantenuta la continuità dell’esercizio delle sei sale di Ancona, Senigallia, Jesi, Fano, Pesaro, Porto Sant’Elpidio ed i rapporti di lavoro con tutti gli attuali dipendenti proseguiranno alle stesse condizioni precedenti, sia contrattuali che normative.  Nel dettaglio, UCI Italia si impegna a mantenere il rapporto di lavoro con il personale sino all’esaurimento del FIS per Covid-19 previsto dalla normativa e attualmente in corso e, comunque, non oltre il termine massimo del 15 luglio 2020.  Successivamente, esaurito il FIS per Covid-19, il personale passerà alle dipendenze della Giometti (che si riserva eventualmente di cedere il contratto con il personale ad un terzo operatore da essa designato) senza soluzione di continuità e con il mantenimento delle attuali condizioni economiche.  Dal momento del passaggio a Giometti, e sino alla riapertura delle Multisale, e comunque entro settembre, ci sarà un periodo di sospensione per lavori di adeguamento delle sale sia dal punto di vista tecnico-strutturale, sia in base alle normative e ai protocolli di sicurezza anti covid-19.  Dopo il passaggio alle dipendenze della Giometti (o eventuale terzo operatore designato), il rapporto di lavoro del personale continuerà ad essere disciplinato alle stesse condizioni, economiche, contrattuali e normative.  Gli obiettivi di maggior interesse per le organizzazioni sindacali SLC-CGIL FISTel-CISL e UILCOM-UIL Nazionali e delle Marche, erano: preservare il patrimonio culturale e sociale dei territori interessati, nonché quello di salvaguardare l'occupazione del personale alle stesse condizioni precedenti. 
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09/07/2020 Smart working: la Cisl Fp sollecita gli enti locali del Maceratese a rendere strutturale il lavoro agile
La Cisl Fp di Macerata ha inviato una lettera a tutti gli enti locali della provincia per avviare un confronto sull'applicazione dello smart working. «La drammatica emergenza epidemiologica, ancora in atto, ha messo in luce tutte le potenzialità e al contempo i principali limiti dello smart working oggi, ai tempi del Covid-19, chiamato a rivestire il ruolo di principale strumento di tutela della salute pubblica in ambito professionale - scrive Alessandro Moretti, Responsabile della Cisl Fp Marche per il territorio di Macerata -. Nelle maglie dei numerosi provvedimenti adottati per fare fronte all’epidemia, è invero oggi necessaria una bilanciata combinazione di flessibilità, autonomia e collaborazione  per renderlo,non solo in questa circostanza straordinaria, uno strumento operativo funzionale a garantire l’erogazione di servizi svolgendo, necessariamente da casa le stesse attività precedentemente svolte in presenza». Per la Cisl Fp, «Si tratta di una esperienza della quale fare tesoro e che deve costituire la base di partenza dalla quale rilanciare un lavoro agile realmente rispondente agli obiettivi di “incremento della competitività e agevolazione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro” scolpiti nella legge 81/2017. Occorre ripensarne globalmente le modalità applicative agendo su due leve: il miglioramento delle condizioni normo-economiche applicabili ai lavoratori in modalità agile e la promozione di un nuovo paradigma organizzativo che consenta al lavoratore maggiore autonomia e flessibilità, a fronte di una diversa responsabilizzazione sui risultati». L’introduzione di stabili e più ampie percentuali di accesso al lavoro agile richiede un coinvolgimento partecipativo nelle scelte organizzative che ne conseguiranno, a partire dall’esigenza che i criteri di accesso al lavoro agile siano oggetto di partecipazione sindacale ed  esercitabile e alla luce dei bisogni di conciliazione vita – lavoro dei singoli lavoratori. L’obiettivo comune di superare la sperimentalità dello smart working implica una modifica della disciplina attuale affinché la legge riconosca il contratto collettivo quale esclusiva fonte di disciplina dello smart working, evitando il rischio di una polarizzazione delle tutele normo-economiche in capo datoriale come ad esempio  “l’assenza di precisi vincoli di orario o di luogo” e la conseguente facoltà di cadenzare autonomamente l’esecuzione della propria prestazione lavorativa, conciliando il tempo di vita e il tempo di lavoro. Inoltre, al fine di evitare il passaggio da una cultura della presenza fisica a una cultura della disponibilità permanente, è altresì opportuno affrontare più compiutamente, sottraendolo alla discrezionalità delle parti, l’esercizio del diritto alla disconnessione. Non da ultimo, alla luce delle carenze delle dotazioni informatiche delle amministrazioni pubbliche, emerse in questa fase emergenziale, la Cisl Fp Marche rilancia l’esigenza di promuovere l’utilizzo delle tecnologie digitali a supporto della prestazione lavorativa per il consolidamento di una struttura amministrativa basata sulle reti informatiche tecnologicamente avanzate, anche attraverso una più ampia diffusione di applicazioni gestionali accessibili da remoto.    
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08/07/2020 Proroga del DURC: un rischio per la legalità della ricostruzione post-sisma
Feneal UIL Filca CISL e Fillea CGIL di Macerata sono fortemente preoccupate per i rischi legati alla proroga della validità del DURC. Un emendamento approvato in Commissione Bilancio al comma 1 dell’art 81 del Deccreto Rilancio inaccettabile e che deve essere immediatamente bloccato. Grave a livello nazionale ancor più grave nel cratere e, quindi, per la Provincia di Macerata dove da anni si sta intraprendendo un percorso volto alla legalità nel settore delle costruzioni. Prorogare la validità del DURC significa senza ombra di dubbio offrire uno spazio in più alle infiltrazioni malavitose e al lavoro irregolare. Per questo motivo le Federazioni di settore invieranno una richiesta di incontro immediato al Prefetto di Macerata. L’occasione sarà anche utile per fare il punto sull’operatività del badge visto che le Casse Edili hanno terminato la fase di progettazione e sono immediatamente operative sia con la stampa del badge elettronico sia dal punto di vista informatico. D’altra parte si esprime soddisfazione per la sottoscrizione dell’accordo con ANCE Macerata dell’Elemento Variabile della Retribuzione che permetterà da settembre 2019 ai lavoratori del settore edilizia industria di avere un aumento retributivo del 4%. Gli indicatori che hanno permesso l’aumento sono tutti positivi pertanto se il settore delle costruzioni continua il trend di crescita è doveroso che parte di questa crescita venga ridistribuita ai lavoratori che con il loro lavoro quotidiano l’hanno resa possibile.    
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07/07/2020 Aeroporto delle Marche: grande preoccupazione per il bando regionale
Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti sono molto preoccupate per le notizie di stampa che riguardano l'aeroporto Raffaello Sanzio su cui si punta per il rilancio del turismo nelle Marche. I 13,5 milioni di euro in tre anni, che dovevano servire al rilancio dello scalo, sembrano invece ostacolare la ripartenza. Il bando, infatti, può essere la vera chiave di volta per il rilancio non solo dell’aeroporto ma di tutta la filiera del turismo marchigiano e perno della ripresa dell’economia regionale. Non capire questo significa non avere quella lungimiranza necessaria a lasciare un segno indelebile nel governo di un territorio. Per questo motivo sorge spontanea la domanda del perché il bando sia così enormemente in ritardo rispetto alla ripresa del traffico aereo con il rischio che, alla fine, possa andare quasi deserto e non sortire quindi gli effetti per cui è stato creato. Ed ovviamente per il sindacato tutta la questione potrà avere riflessi sull'occupazione. Infatti, dopo la firma sofferta dell'accordo dell' 8 aprile scorso con la Società Aerdorica spa dove si individuavano misure di gestione degli esuberi, si pensava di aver tracciato una riga per la messa in sicurezza dello scalo, propedeutica alla ripartenza e al rilancio. Le risorse pubbliche messe in campo sono notevoli se pensiamo che nel decreto rilancio è previsto un capitolo destinato ai 17 aeroporti tra cui c'è quello marchigiano, che sono rimasti aperti per le prestazioni sanitarie e di protezione civile in periodo Covid 19. Inoltre, c’è il bando regionale da 13,5 milioni di euro per sostenere i vettori che fanno scalo al Sanzio. Tutte queste risorse renderebbero più stabile la gestione del personale e dell’operatività dello scalo, oggi in mano quasi totalmente al Fondo Njord, in materia di salari, occupazione e anticipazione degli ammortizzatori sociali. Purtroppo, nonostante le risorse, gli impegni e l'ingresso del privato per Aerdorica siamo sempre all'anno zero e, secondo i sindacati, se non ci sarà un vero sviluppo dello scalo a farne le spese non saranno solo i lavoratori ma tutto il territorio e l'economia marchigiana. E a questa ipotesi i sindacati non ci stanno perché ritengono che le risorse pubbliche debbano andare a beneficio del lavoro e dello sviluppo. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro per il 14 luglio 2020 con l'amministratore delegato, Bassetti, per discutere delle problematiche inerenti la mancata anticipazione della Cassa Integrazione da parte aziendale e della rotazione della stessa e hanno sollecitato la Regione a modificare il bando per consentire la partecipazione dei vettori.  
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06/07/2020 Post - sisma 2016 Cisl Fp Marche "Il Governo non mantiene le promesse, richiesto un incontro urgente "
 La Cisl Fp Marche  esprime sdegno e preoccupazione per la mancata discussione  subita in Commissione Bilancio alla Camera del pacchetto di norme tese a rilanciare effettivamente la ricostruzione delle regioni colpite dal Sisma 2016 il cui stato di emergenza scade il 31 dicembre 2020. «Risulta oramai certa, da parte dei Governi che si sono alternati, la mancanza di una visione, di un progetto reale e lungimirante che consenta ai nostri territori di riprendersi realmente rischiando la ricostruzione.»- dichiarano Alessandro Moretti, Responsabile Cisl Fp  Territorio di Macerata e   Luca Talevi,  Segretario Generale Cisl Fp Marche    La  Cisl Fp Marche  in particolare aveva chiesto al Commissario Legnini, che aveva rassicurato, l' adozione di norme speciali che consentissero di stabilizzare i rapporti d'impiego con tecnici ed amministrativi stipulati dagli enti locali a seguito del sisma.   «Se la situazione non verrà immediatamente recuperata, sarà impossibile per gli enti locali ed USR  far proseguire oltre i 48 mesi di durata del rapporto di lavoro, già in scadenza alla fine di agosto per molti,  come previsto dalle norme sui tempi determinati nella P.A. - sottolineano i responsabili dell Cisl Fp  -  Sono tante le  pratiche sisma   ricevute, studiate e istruite da chi in questi anni,  seguendo le farraginose ordinanze commissariali che nel tempo si sono affastellate, sta aspettando una stabilizzazione.» «Ecco perchè  stamane abbiamo inviato una richiesta di incontro urgente - concludono Alessandro Moretti, Responsabile Cisl Fp  Territorio di Macerata e   Luca Talevi,  Segretario Generale Cisl Fp Marche -   al Commissario Legnini, al Presidente della Regione Marche, ed ovviamente al Presidente Conte, che ricordiamo, durante la passerella a Castelsantangelo sul Nera disse di venire ad ascoltare i territori prendendo appunti per poi decidere a Roma al fine di recuperare, urgentissimamente, le "sviste" della Commissione bilancio alla Camera.»
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02/07/2020 Lotta al lavoro nero, Fillea Filca Feneal denunciano: sul Durc vergognoso colpo di spugna del Parlamento
«Ieri in Commissione  Bilancio alla Camera è stato cancellato l’articolo del Decreto Rilancio che prevedeva che la proroga dei Durc, validi al 31 gennaio per via del lockdown non andasse oltre il 15 giugno. Protrarre ulteriormente la validità del Durc, che attesta il corretto versamento dei contributi da parte delle aziende, è un colpo di spugna sui diritti dei lavoratori e un regalo per caporali e imprese scorrette». Lo dichiarano Christian Fioretti, Luca Tassi, Daniele Boccetti, segretari generali di Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil Marche, commentando l’abolizione del comma 1 dell’articolo 81 del Decreto Rilancio, proposta da due deputati del Movimento 5 Stelle, Donno e Faro. «L’articolo in questione - spiegano – era stato richiesto dalle parti sociali dell’edilizia al Governo, ed era oggetto di un’intesa raggiunta ad aprile con i ministri del Lavoro, Catalfo, e delle Infrastrutture, De Micheli. Le conseguenze del provvedimento sono paradossali e pericolose: un’impresa edile, infatti, risulta regolare e può lavorare fino a fine anno senza pagare i contributi Inps, Inail e gli accantonamenti in Cassa edile (ferie, permessi, ratei di tredicesima). Può addirittura tenere i lavoratori in nero ma partecipare ad appalti pubblici e beneficiare di incentivi. Un’azienda che nasce oggi, invece, potrebbe lavorare senza aver mai pagato un contributo e risultare regolare, al pari di chi invece fa impresa seriamente pagando i lavoratori e rispettando leggi e contratti. Altro che lotta al lavoro nero, altro che lotta all’illegalità, alle mafie e alla criminalità». Il voto, tra l’altro, sconfessa il Presidente Conte «che durante gli Stati generali dell'economia – ricordano i segretari - si era impegnato con i sindacati per un rafforzamento del Durc e degli strumenti di contrasto al lavoro nero. Chi pagherà le conseguenze di questo colpo di spugna saranno i lavoratori dell’edilizia e le tante imprese serie, e la maggioranza si assume una responsabilità gravissima. Per questo chiediamo ai parlamentari locali di non rendersi complici di questo scempio e di questa misura.  In caso contrario come Sindacato territoriale faremo sentire la nostra protesta in tutte le sedi e nelle piazze delle diverse province marchigiane». La ricaduta per la nostra regione Marche sarebbe devastante se pensiamo sopratutto ai lavori della ricostruzione post-sisma, e non solo, ed in netta controtendenza con gli strumenti di contrasto al lavoro nero e all’evasione contributiva creati nella ricostruzione post-sisma 2016 del Centro Italia per via legislativa e per effetto delle ordinanze commissariali. Parliamo sopratutto del DURC di congruità e del settimanale di cantiere due strumenti utili al miglior contrasto ai fenomeni di irregolarità lavorativa e contributiva, insieme alla sperimentazione del budget di cantiere in provincia di Macerata, strumento voluto dalla Prefettura e finalizzato al controllo dei flussi di manodopera nei cantieri della ricostruzione. Da anni per via contrattuale come Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil puntiamo ad una ripresa del settore edile che faciliti l’attività alle tante imprese regolari e rispettose del contratto collettivo nazionale edile, invece constatiamo con questo intervento in Commissione  Bilancio alla Camera che il Governo ha un’idea opposta sulla ripartenza del settore edile premiando con l’estensione della durata di validità del DURC le imprese irregolari e quelle non rispettose dei diritti e delle tutele dei lavoratori.   
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01/07/2020 Anteas Senigallia dona al poliambulatorio un dermatoscopio
In attesa di riprendere la propria attività di volontariato nel settore del trasporto sociale non appena l’emergenza sanitaria dovuta al Covid 19 consentirà di farlo in tutta sicurezza sia per gli utenti del servizio che per i volontari, in accordo con l’Unione dei Comuni “Le Terre della Marca Senone”, l’Anteas di Senigallia, associazione di volontariato promossa e sostenuta dalla Fnp, il sindacato dei pensionati della Cisl, continua ad essere vicina concretamente ai bisogni della popolazione. « Abbiamo, proprio in questi giorni, donato al Poliambulatorio di Senigallia, un nuovo dermatoscopio da utilizzare presso l’ambulatorio di dermatologia, a seguito di una esigenza manifestata dal personale medico.  – affermano i referenti di  ANTEAS SENIGALLIA ODV  - Si tratta di uno strumento indispensabile che consentirà a tutti i cittadini che ne avessero bisogno di ottenere una diagnosi più precisa e precoce delle varie patologie cutanee e quindi intervenire in modo mirato e tempestivo con le cure appropriate.» L’Anteas di Senigallia, durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria aveva già donato all’ospedale di Senigallia cento mascherine ffp3, nove misuratori di pressione, dieci saturimetri per il reparto Covid istituito presso il nosocomio, oltre ad una lava asciuga pavimenti per la sala operatoria. «Piccoli gesti che vanno  nella direzione giusta.- concludono  - Meno chiacchiere e più fatti per cercare di avere una sanità locale sempre più e sempre meglio al servizio del cittadino.»
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30/06/2020 Vertenza XPO 30 Giugno una nuova mobilitazione dei lavoratori del deposito di Osimo.
I lavoratori del deposito Xpo di Osimo hanno manifestato stamattina, martedì 30 giugno, davanti la sede della Regione Marche in occasione della seduta del Consiglio Regionale per chiedere un radicale cambio di passo nella gestione di questa vertenza. Durante l'incontro con la delegazione sindacale, il Presidente Luca Ceriscioli e l'Assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi hanno annunciato l'apertura di un tavolo con Conad a partire da lunedì prossimo «Dopo settimane di silenzio e mancato rispetto degli impegni assunti nei confronti dei lavoratori in occasione dell’incontro del 3 Giugno, il deposito si avvia alla chiusura con la messa in cassa integrazione a zero ore per tutto il personale impiegato a partire dal 30/06 senza risposte e con molteplici incertezze. -  hanno dichiarato Carlo Cotichelli di FILCAMS CGIL,  Selena Soleggiati di  FISASCAT CISL  e  Fabrizio Bontà di UILTUCS UIL alla vigilia della manifestazione -  Continuiamo a chiedere alle Direzioni Aziendali di XPO e di Conad - unitamente alla Regione Marche - di avviare una trattativa serrata che possa consegnare delle risposte alle domande di chi rischia di rimanere senza salario e senza lavoro nell'arco di pochi mesi».
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29/06/2020 Sindacati : "Cooss Marche non tocchi le retribuzioni dei lavoratori"
 «Siamo  fortemente preoccupati per la situazione della cooperativa Cooss Marche e per le possibili ricadute sia economiche che occupazionali sui lavoratori - scrivono in una nota le Segreterie Regionali Fp-Cgil, Fisascat-Cisl, Fp-Cisl e Fpl-Uil -   Va fatta chiarezza, inoltre,  sul ruolo delle Organizzazioni Sindacali in questo contesto e sulla posizione del sindacato confederale in questa vicenda.» I sindacati  sottolineano come   « la situazione di difficoltà del settore in generale e della Cooss Marche nello specifico è stato oggetto di confronto sindacale su vari tavoli (istituzionali e contrattuali), confronto che non si è mai interrotto e che continua ad avere come obiettivo unico la salvaguardia e la crescita del settore, dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori.» «Riteniamo pertanto che la sopravvivenza del settore e dell’occupazione degli operatori che in esso vi operano non possa essere ricercata nella riduzione dei diritti e delle retribuzioni dei lavoratori. - rilanciano le Segreterie Regionali Fp-Cgil, Fisascat-Cisl, Fp-Cisl e Fpl-Uil  - In questo senso ci siamo attivati con la Regione relativamente all’adeguamento del tariffario regionale, all’art. 48 D.L. 18/20 convertito nella L. 27/20 in tema di riprogrammazione dei servizi sospesi a causa della pandemia, ai costi della sicurezza inerenti il Covid 19.»   « Riteniamo pertanto assolutamente sbagliata la scelta di Cooss Marche di individuare forme di autofinanziamento della crisi che si alimentano attraverso la restituzione della tredicesima mensilità, una percentuale dello stipendio e quota parte di ferie e permessi. - denunciano i sindacati  -  I diritti stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale di lavoro sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil di categoria non possono essere cancellati unilateralmente e non possono essere rinunciati o derogati collettivamente se non attraverso un apposito accordo sindacale ai sensi dell’art. 77 del CCNL che, tra l’altro, può agire solo limitatamente agli incrementi economici del rinnovo del contratto nazionale.» «  L’intervento tramite l’art. 77 del CCNL ci era stata proposta da Cooss Marche (come da altre cooperative con le quali il confronto è ancora aperto) in merito agli aumenti previsti dal rinnovo del CCNL.  - spiegano- Come Cgil, Cisl e Uil di categoria abbiamo risposto “NO” per quanto già maturato, ma dato una disponibilità alla discussione per quanto riguardava gli aumenti contrattuali futuri e in ogni caso con alcune garanzie per i lavoratori. »       «Purtroppo l’ordinamento giuridico del nostro paese consente, ai soci di una cooperativa, di individuare, nell’ambito di una dichiarazione di stato di crisi ex lege 142/01 e con apposita delibera assembleare, “…..forme di apporto anche economico da parte dei soci lavoratori alla soluzione della crisi…..”. E' chiaro che tale eventuale decisione prescinde dalla volontà del sindacato e dalla contrattazione che con la cooperativa può essere messa in campo.»   «Diffidiamo il Consiglio di Amministrazione di Cooss Marche dal metter ai voti, nell’assemblea del  prossimo 30 giugno forme di apporto economico da parte dei soci lavoratori. - dichiarano e concludono le Segreterie Regionali Fp-Cgil, Fisascat-Cisl, Fp-Cisl e Fpl-Uil -  Per gestire la crisi  occorre invece mettere in campo, anche di concerto con le Organizzazioni Sindacali, tutte le iniziative possibili, anche di protesta, nei confronti della committenza, rivendicando il giusto diritto ad avere ridefinite le tariffe dei servizi in relazione all’aumentato costo del lavoro, valorizzando gli operatori senza penalizzarli economicamente soprattutto in un periodo in cui in cui i sacrifici, da tutti i punti di vista, da parte dei lavoratori sono stati tanti e tali da non meritare tale epilogo.»      
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26/06/2020 Aggressione a Montacuto: due agenti della Polizia Penitenziaria feriti con una lametta da barba
Due agenti della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Montacuto, ad Ancona, hanno riportato ferite da taglio in seguito all’aggressione con una lametta da barba da parte di un detenuto. L’episodio è accaduto giovedì mattina, quando il detenuto è stato prelevato dalla sua cella per essere sottoposto a una visita medica: altri due agenti sono intervenuti per aiutare i colleghi a fermare l’aggressore. Sottoposti a referto ospedaliero, i due agenti hanno riportato ferite guaribili in 5 giorni, mentre i due intervenuti successivamente sono stati refertati dal personale medico della Casa Circondariale per i lievi segni di colluttazione. A denunciare quanto avvenuto è la Fns Cisl Marche per voce del Segretario regionale Antonio Langianese: «Ormai ogni giorno dobbiamo segnalare casi di aggressione al personale di Polizia Penitenziaria da parte dei detenuti, a dispetto delle regole penitenziarie. Scontiamo il ritardo da parte del ministro della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria nell’intraprendere iniziative finalizzate a cercare di ridurre questi ignobili episodi di violenza che subisce il personale del corpo. Ai nostri colleghi – conclude Langianese - rivolgiamo i nostri migliori auguri di una pronta guarigione».
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26/06/2020 Nuova Caserma Vigili del Fuoco di Macerata, FNS CISL: "Nessuno strumentalizzi politicamente l'impegno dei Vigili del Fuoco"
  Riportiamo l'intervento di Andrea Belloni  e  William Berrè della FNS CISL MARCHE, Federazione Nazionale della Sicurezza Cisl, su nuova Caserma dei Vigili del fuoco di Macerata.        «Per rispetto del lavoro di tutti coloro i quali hanno in qualche maniera, aiutato a raggiungere questo obiettivo, riteniamo doveroso chiarire la vicenda della nuova caserma dei VVF di Macerata, problema evidenziato non solo da alcuni membri della Lega . Innanzitutto il progetto di ristrutturazione/ricostruzione del comando è iniziato con il precedente comandante Ing. Pierpaolo Patrizietti, impegno proseguito dall'attuale comandante Ing. Antonio Giangiobbe e da tutti i Vigili del Fuoco del Comando. Non duole ricordare, che come Cisl, abbiamo più volte interessato l'ufficio ricostruzione, al fine di raggiungere l'obiettivo sperato, fino ad ottenere in un apposito incontro che tenemmo nell'allora sede dell'Usr presso la Provincia di Macerata, un impegno preciso e circostanziato, affinché si potesse dare seguito alla ristrutturazione/ricostruzione della caserma dei Vigili del Fuoco. L'ing. Cesare Spuri, al termine del nostro incontro, dove esprimemmo il punto di vista del personale, e le reali esigenze operative, con tanto di esempi sulle difficoltà operative, si convinse della bontà delle richieste, e da lì il progetto della caserma prese sempre più sostanza.   Così come è giusto ricordare che la Provincia (ovviamente su indicazione del Presidente Pettinari che lo disse anche pubblicamente durante i festeggiamenti dell'ultima Santa Barbara presso la sede dei Vigili del Fuoco di Macerata a dicembre del 2019!) con i suoi tecnici, con l'Ing. Margione Paolo, ha sempre collaborato ed ascoltato le nostre richieste, fino al punto di arrivare in più occasioni ad elaborare collegialmente proposte tecniche da sottoporre all'Usr: questo non lo si può nascondere.   Così come è giusto far sapere che parallelamente al progetto di adeguare/ricostruire la nostra caserma, il Ministero dell'Interno ci chiese di verificare tutte le soluzioni possibili per la nuova caserma dei Vigili del Fuoco, e quindi fu interessato anche il Comune di Macerata , il sindaco Carancini, ed in particolare l'assessore ai lavori pubblici, Ricotta Narciso, che ha collaborato fattivamente, e noi ne siamo testimoni, al fine di individuare un'area comunale da donare al Ministero degli Interni, per poter costruire la caserma dei VVF, nel caso in cui per motivi diversi non fosse stato possibile rimanere nell'attuale sede. Lo stesso assessore Ricotta, coadiuvato dal suo staff, ha più volte sottoposto al vaglio aree/zone dove la costruzione della caserma sarebbe stata possibile, dimostrando una particolare attenzione ai Vigili del Fuoco, senza mai pubblicizzare il suo operato, che oggi però riteniamo giusto far sapere.   Così com'è giusto far sapere che quando la situazione sembrava arenata, chiedemmo ufficialmente aiuto al Presidente Cerescioli, interessando l'Assessore Angelo Sciapichetti affinché si facesse da tramite tra la Regione, la Provincia e l'Usr al fine di individuare le risorse economiche mancanti, lavoro che per testimonianza diretta è stato fatto a ben vedere in modo proficuo.    Non possiamo citare tutti coloro che hanno direttamente ed indirettamente lavorato per questo obiettivo comune, ma secondo la nostra organizzazione sindacale, non è giusto e  corretto strumentalizzare il lavoro di tanti al fine di ottenere politicamente qualche vantaggio, assumendosi la paternità di un risultato che è stato ottenuto da una grande partecipazione corale, così come affermato anche dal Presidente Pettinari, che nell'intervista sul tg regionale rai 3 del 24 Giugno, ha parlato di lavoro di squadra. Ognuno politicamente ha la sua opinione, ognuno può pensarla come crede, ma il rispetto per chi in prima persona si è speso per garantire ai Vigili del Fuoco una degna struttura, una degna sede va riconosciuto, perché siamo sicuri che il risultato finale, che si raggiungerà, arriverà sempre e comunque non per i proclami, ma per il lavoro di chi dietro le quinte, opera per il bene e per gli obiettivi comuni al fine di garantire sicurezza e il giusto rispetto ai Vigili del Fuoco Maceratesi.»                                                                                                                                                                                                         
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26/06/2020 Serra San Quirico, chiuso il poliambulatorio, forte disagio tra i cittadini. Intervengono i Sindacati
«Ci siamo attivati in merito alla chiusura del “poliambulatorio” di Serra San Quirico, di recente all’attenzione degli organi di stampa. La scarsa informazione preventiva da parte dell’Ente ha fatto girare notizie allarmanti sulla soppressione di delicati servizi alle persone più fragili. -  scrivono in una nota  i rappresentanti locali di  Cgil Cisl e Uil e dei sindacati  dei  pensionati unitari - Come Cgil Cisl e Uil non condividiamo questi interventi estemporanei che esprimono la mancanza di una seria programmazione e vogliamo sottolineare l’indeterminatezza di un organismo come l’Unità Operativa Socio Sanitaria (UOSES), priva della componente sanitaria.» « Nell’incontro con la responsabile del Distretto Sanitario di Fabriano abbiamo  evidenziato il forte disagio dei cittadini, in particolare degli anziani, determinato da una situazione che si protrae da lungo tempo e che ora rischia di appesantirsi ulteriormente.   - sottolineano i rappresentanti sindacali unitari locali  - Abbiamo ricevuto assicurazioni che non si tratta di chiusura definitiva, piuttosto di una necessaria chiusura momentanea per risponde all’ obbligo di messa a norma della struttura. Entro questa settimana sarà presentato il progetto dei lavori necessari all’adeguamento alla normativa antincendio.  Contemporaneamente ci sono state date conferme sulla continuità dell’assistenza domiciliare, mentre per i prelievi è necessario che i cittadini provvedano autonomamente. - concludono  e rilanciano -  I tempi di esecuzione dei lavori dovrebbero essere brevi (3-4 mesi) sarà nostra premura seguire e verificare che non ci siano ritardi, così come sarà nostra preoccupazione cercare le soluzioni possibili per ridurre il disagio della popolazione.»    
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25/06/2020 Vertenza Deposito XPO di Osimo: da Regione e azienda ancora nessuna risposta
« Dopo il presidio  ad Ancona in piazza del Plebiscito del 17 giugno scorso, che aveva visto la partecipazione anche del Sindaco Mancinelli e l'interessamento della Prefettura, ancora nessuna convocazione è arrivata alle Organizzazioni Sindacali da parte della Regione Marche» riportano  i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil - Fisascat Cisl – Uiltucs Uil . «Ricordiamo che il Presidente Ceriscioli e l'Assessore Bravi, anche a seguito dello sciopero del 3 giugno,  durante il quale vi era stato un incontro con una delegazione del deposito, si erano assunti l'impegno di convocare a strettissimo giro un tavolo con le direzioni aziendali di Conad e le Organizzazioni Sindacali. - sottolineano Carlo Cotichelli, Filcams Cgil - Selena Soleggiati, Fisascat Cisl - Fabrizio Bontà, Uiltucs Uil -  A oltre 20 giorni da quelle promesse, i lavoratori continuano ad attendere una risposta da parte della Direzione Aziendale e della Regione che reputiamo debba radicalmente cambiare passo nella gestione di questa complicata vertenza.» « Preoccupano inoltre le indiscrezioni che stanno arrivando, pare che  la Regione avrebbe scelto di confrontarsi con le Direzioni Aziendali senza la presenza delle rappresentanza sindacali.  Ci aspettiamo a riguardo una smentita da parte dell'Assessorato di competenza.- rilanciano i sindacati  -  Ribadiamo ancora una volta, come sia necessario attivare un ammortizzatore sociale di lungo periodo per permettere di trovare tutte le soluzioni possibili per limitare l'impatto occupazionale.  In attesa di risposte, con un magazzino ormai prossimo allo svuotamento - concludono - l'assemblea dei lavoratori tornerà a riunirsi lunedì 29 giugno per decidere come proseguire la mobilitazione.»
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