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17/04/2020 Pulizie delle strutture sanitarie: i "working class hero" ai tempi del Covid 19
In questi giorni di emergenza sanitaria, tempi di eccezionali preoccupazioni e paure, molti lavoratori vengono definiti “eroi” per lo straordinario impegno che viene loro richiesto e fra di essi molto spesso non vengono citati le lavoratrici ed i lavoratori degli appalti delle pulizie delle strutture sanitarie. «Un settore che oggi ancor più di ieri dimostra quanto sia essenziale e strutturale per il buon andamento del servizio pubblico, ma che il Pubblico relega al mondo degli appalti» scrivono le Segreterie regionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs. Part-time involontario, retribuzioni di 7 euro lordi l’ora, ultimo rinnovo del CCNL nel 2011 e ultimo incremento di retribuzione nel 2013, condannati al girone dantesco dei “dannati degli appalti”, queste le condizioni in cui si trovano le lavoratrici ed i lavoratori del settore che oggi sono chiamati a rispondere ad un servizio assolutamente necessario al contenimento della diffusione della pandemia. In questo periodo i turni di lavoro sono maggiormente faticosi ed impegnativi, sia in termini fisici che psicologici. Lavorano con la costante preoccupazione di essere esposti al virus ed una volta rientrati a casa con la preoccupazione di infettare i propri figli e le proprie famiglie. Nonostante ciò fra le lavoratrici è forte il senso di responsabilità ed attaccamento, pari a quello del personale sanitario ma loro condizione di lavoratori esternalizzati non gli garantisce parità di trattamento con i lavoratori diretti, sia in termini di tutele che in termini contrattuali. La richiesta come Filcams, Fisascat e Uiltucs è che gli Ospedali e le aziende siano messe in condizione di dotare tutte le lavoratrici ed i lavoratori dei DPI previsti e che adottino tutte le iniziative necessarie a garantire la loro sicurezza attraverso trattamenti omogenei tra dipendenti diretti ed indiretti. Se da una parte chiediamo alla Regione Marche una sempre più ampia diffusione del protocollo degli appalti siglato a gennaio 2019 con Cgil, Cisl e Uil, dall’altra auspichiamo che con il Governo possano aprirsi spazi di confronto per un processo di internalizzazione, come accaduto di recente con gli addetti al servizio di pulizia delle scuole ma che possa, in questo caso, assicurare e garantire i medesimi livelli occupazionali. Lavoratrici e lavoratori che non chiedono un posto nel Pantheon degli eroi ma che rivendicano rispetto, dignità e sicurezza nei luoghi di lavoro.  
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16/04/2020 Urgente stanziare risorse per garantire la retribuzione dei lavoratori in somministrazione e intervenire a favore della continuità occupazionale
In un momento di così grande incertezza economica, sociale e sanitaria appare prioritario arginare il più possibile l’emergenza in atto garantendo, anche nel settore della somministrazione, oltre la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, anche la retribuzione ai lavoratori coinvolti da provvedimenti di sospensione dell’attività lavorativa.    È in questo contesto che è stato siglato il 6 marzo 2020 da parte di associazioni datoriali e sindacati di categoria (Nidil Cgil, Felsa Cisl, UilTemp) un accordo che va ad individuare misure straordinarie a tutela della continuità occupazionale e retributiva di tutti i lavoratori in somministrazione coinvolti dall’emergenza COVID-19, prevedendo uno stanziamento speciale del Fondo di Solidarietà bilaterale di settore per far fronte all’ emergenza. Il Fondo interverrà per sostenere i lavoratori colpiti dalla crisi legata all’emergenza sanitaria in corso, attraverso un trattamento di integrazione salariale (TIS) del tutto simile a quello dei lavoratori diretti delle imprese utilizzatrici. Ad oggi nelle Marche risultano pervenute più di 1000 domande di integrazione salariale (TIS) e sono circa 5400 i lavoratori in somministrazione coinvolti da provvedimenti di sospensione dell’attività lavorativa. Attraverso l'accordo tra le parti sociali è stato raggiunto un importante risultato:  è stato garantito per il mese di marzo il regolare versamento della retribuzione per le ore lavorate e per la TIS  a tutti i lavoratori e lavoratrici attivi attraverso un anticipazione diretta del Fondo di Solidarietà alle Agenzia per il lavoro: i lavoratori hanno così evitato i possibili ritardi e le complicanze procedurali legate alle ipotesi in cui  pagamento degli ammortizzatori sociali viene rimesso alla anticipazione del datore di lavoro. Una grande prova di responsabilità del sistema, anche se resta ancora aperta la domanda sul mese di aprile: per trovare piena copertura, c’è bisogno di chiarezza da parte del Governo e del Ministero sullo stanziamento spettante al Fondo di Solidarietà. I 20 milioni di euro ad oggi destinati al Fondo rischiano, infatti, di essere insufficienti per le necessità economiche del settore. Si richiede, inoltre, uno sforzo ulteriore: garantire la continuità occupazionale di tutti i rapporti di lavoro procedendo con la proroga e/o rinnovi dei contratti in scadenza per quelle lavoratrici e quei lavoratori in missione presso aziende in costanza di ammortizzatori sociali. Come sollecitato al Ministro del Lavoro attraverso note unitarie di Cgil, Cisl e Uil Confederali e Felsa, Nidil e Uiltemp Nazionali, al fine di scongiurare la cessazione massiva di tutti i contratti che dovessero avere la propria scadenza all'interno di questo periodo di emergenza sanitaria, si rende necessario intervenire sul divieto legislativo di utilizzo dello strumento delle somministrazioni in presenza di ammortizzatori sociali attivati dall’utilizzatore. Tale circostanza unitamente all’obbligo, previsto dalla normativa vigente, di apposizione di una causale per i rinnovi dei contratti a termine, rischia di appesantire fortemente gli effetti della crisi in atto, andando a compromettere non solo la continuità dei contratti di lavoro in essere ma anche la possibilità di rientrare in attività al termine dell'emergenza. Infine, parimenti importante è l’impegno profuso sul rafforzamento del welfare bilaterale e integrativo del settore che vede le parti sociali impegnate nell’ampliamento delle prestazioni di tutela sanitaria specificamente legate all’emergenza Covid-19. Il momento critico che stiamo vivendo richiede la massima attenzione e responsabilità e Felsa, Nidil e Uiltemp, a tutti i livelli, nazionale e territoriale, sono costantemente impegnate a monitorare il settore della somministrazione quale forma garantita e tutelata all'interno del mercato della cosiddetta flessibilità.
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16/04/2020 GIESSEGI Mobili pronta alla ripartenza."Fondamentale garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori " il monito dei sindacati di categoria
 «Apprendiamo solamente dalla stampa che la Giessegi Mobili di Appignano, intende riprendere l’attività lavorativa per poter evadere ordini in essere per Dubai. -  scrivono in una nota Massimo De Luca,  FilleaCgil,  Jacopo Lasca, FilcaCisl,  Filomena Palumbo FenealUil -  In modo responsabile, siamo disponibili ad attivare immediatamente tutti gli strumenti previsti dalla normativa vigente e  vogliamo ricordare come sia fondamentale, in questa fase, tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e di un intera comunità coniugandola con il lavoro.»   Per questo, proseguono i sindacati di categoria, «ci auguriamo di essere contattati prima dell’eventuale riapertura per valutare le misure messe in atto relative al Protocollo anti-contagio così come previsto dalla norma e l’istituzione della Commissione di vigilanza per la sua attuazione in cui dovranno essere coinvolte le nostre RSU e il Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori (RLS). » «Ci auguriamo inoltre che nell’eventualità di una ripresa dell’attività produttiva la prima liquidità generata venga utilizzata per sostenere i redditi dei lavoratori dipendenti. - precisano - Ad oggi purtroppo è doveroso segnalare come i dipendenti siano in attesa del riconoscimento del Premio di Produzione che doveva essere erogato già con la retribuzione di febbraio 2020 così come previsto da Contratto Aziendale.»   «Positivo l’arrivo dell’autorizzazione da parte dell’INPS dell’istanza di Cassa integrazione e confidiamo in un’erogazione celere da parte dell’Istituto. A differenza di altri grandi gruppi della Provincia, purtroppo, non ci è stato possibile raggiungere un accordo migliorativo di anticipo da parte dell’Azienda del trattamento economico in favore dei dipendenti diretti, creando una disparità di trattamento che ha dell’incredibile -concludono Massimo De Luca,  FilleaCgil,  Jacopo Lasca, FilcaCisl,  Filomena Palumbo FenealUil - a differenza dei dipendenti GIESSEGI i somministrati presenti in azienda hanno riscosso l’anticipo della Cassa Integrazione da parte delle Agenzie per il lavoro così come previsto dall’accordo sottoscritto tra le parti.»    
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16/04/2020 Emergenza affitti al tempo del Coronavirus: le proposte dei sindacati degli inquilini
  L’emergenza sanitaria innescata dal nuovo virus SARS-Cov-2 sta provocando gravissimi effetti economici che si ripercuotono maggiormente sui redditi di moltissime famiglie, in particolar modo di quelle già economicamente più deboli, che si ritrovano a non avere risorse necessarie per fare fronte alle esigenze di prima necessità e di conseguenza agli impegni economici e contrattuali precedentemente assunti. Giudizio positivo, dei  Sindacati degli inquilini SUNIA, SICET e UNIAT Marche,  sulla sospensione dell’esecuzione degli sfratti inserita nel decreto “Cura Italia” . «Ora è urgente affrontare il vuoto normativo sul tema degli affitti. - rilanciano S. Falcionelli, SUNIA, A. Angelini, SICET  e  B. Ulisse UNIAT Marche - Sono necessarie misure di rapida e semplice attuazione, per le locazioni ad uso abitativo, per quelle di lavoratori e studenti fuori sede e ad uso commerciale e artigianale, per evitare un massiccio ricorso al contenzioso ed evitare migliaia di sfratti. »   SUNIA, SICET e UNIAT Marche ritengono che  si potrebbero  sviluppare interventi del Governo nazionale e, in  una prima fase, di quello regionale sui seguenti punti :  a competenza della Regione Marche: prevedere l’istituzione di un Fondo Straordinario per l’emergenza COVID-19 per il sostegno affitto abitativo e commerciale, accelerando e semplificando al massimo le procedure di accesso. Dovranno essere adottati degli specifici strumenti di rapido intervento e dalla assoluta e imprescindibile priorità rappresentata dalle famiglie che per effetto dell’epidemia hanno subito riduzioni di reddito, o che non hanno potuto utilizzare l’immobile per i mesi relativi all’isolamento da emergenza, come studenti, insegnanti, lavoratori fuori sede, ovvero gestori di attività di cui sia stata deliberata l’ordinanza di chiusura;   procedere alla sostanziale unificazione del fondo di sostegno all’affitto con il fondo per la morosità incolpevole (senza subordinare l’intervento alla sentenza di sfratto esecutivo e da rifinanziare in forma massiccia in misura non inferiore a 300 milioni annui). Facendo sì che con la gestione ed erogazione dei fondi così unificati anche soggetti e fattispecie finora non previsti (come conduttori di alloggi di social housing) possano accedervi;   consentire ai locatori che percepiscono il canone in modalità tracciabile di evitare il ricorso al contenzioso e di rinunciare ad avviare azioni di sfratto per morosità, di sospendere il pagamento delle imposte corrispondenti alle mensilità non percepite e prevedere contemporaneamente il sostegno ai conduttori impossibilitati a rispettare il loro impegno tramite l’accesso al fondo di cui sopra presentando relativa domanda;   privilegiare e incentivare il ricorso alla rinegoziazione dei contratti ad uso abitativo, diverso,  commerciale e artigianale e/o degli affitti in essi previsti, finalizzata alla diminuzione dei canoni per un periodo transitorio definito mediante incentivi fiscali come la riduzione del prelievo sul canone residuo e semplificare tutte le procedure di rinegoziazione, come la registrazione telematica dei relativi patti e scritture;   prevedere una normativa specifica temporanea che, fermi restando i principi generali dell’ordinamento, possa consentire agli inquilini con contratti abitativi transitori (studenti fuori sede e lavoratori provenienti da altre residenze) di lasciare la sistemazione oggetto del contratto in corso in tempi brevi e inferiori ai termini di recesso indicati nel contratto e senza penali alla risoluzione del medesimo;    I Sindacati degli inquilini precisano che «un ordine del giorno approvato al Senato con il parere positivo del Governo impegna già l’esecutivo ad adottare fin dai prossimi decreti le misure di cui sopra. Per  metterle in atto saranno chiamati in causa le Regioni e soprattutto i Comuni, che dovranno attrezzarsi , fin da ora,  per accelerare e semplificare le procedure di assegnazione dei contributi del fondo di sostegno all’affitto e sulla morosità incolpevole, come è bene che si preparino  - concludono S. Falcionelli, SUNIA– A. Angelini SICET – B. Ulisse UNIAT Marche -  ad  utilizzare al meglio e quanto prima, appena saranno disponibili, le quote loro assegnate dei 46 milioni a ciò destinati e, stando agli annunci, già distribuiti dal Ministero delle infrastrutture.»              
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15/04/2020 "SOS FARMACI" Macerata, aumentate le richieste per la consegna dei farmaci a domicilio
Il servizio consegna farmaci a domicilio, offerto da L’Albero dei Cuori APS, in collaborazione con A.N.T.E.A.S. Macerata ODV, comune di Macerata e APM e attivo dal 2006, si rivolge agli anziani soli, persone fragili e immunodepressi residenti nel Comune di Macerata. “SOS FARMACI” ha rappresentato, fin dai suoi esordi, un aiuto concreto a favore della collettività e delle persone più fragili. « Oggi più che mai le richieste e le consegne sono aumentate. – afferma il Presidente dell’Albero dei Cuori, Giuseppe Brignone - Arriviamo a farne una ventina al giorno, da quando sono entrate in vigore le restrizioni. E’  un servizio fondamentale  che offriamo gratuitamente rispettando, ovviamente,  tutte le norme in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. » Per usufruire del servizio, disponibile tutti i giorni feriali, è sufficiente chiamare il numero 334 6634657, risponderà un volontario dell’Associazione che si occupa della consegna a domicilio dei medicinali richiesti. Il servizio è GRATUITO, il costo dei farmaci è a carico del richiedente.  
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14/04/2020 Emergenza Covid19 Direttore AV3 regola i rapporti tra dipendenti e media.Cgil Cisl Uil Macerata:" Disposizione incostituzionale, è un attacco alla libertà" 
  «Restiamo molto stupiti dalla comunicazione del Direttore dell'Area Vasta 3,  dott. Alessandro Maccioni, fatta a tutti i dipendenti in merito ai "rapporti con gli organi di informazione"» affermano i Responsabili di CGIL CISL UIL di Macerata insieme ai  Segretari Regionali di categoria  FPCGIL CISLFP  UILFPL di Macerata  «Il  10 aprile  scorso, tutti i dipendenti dell'Area Vasta 3, hanno ricevuto dal Direttore Generale una comunicazione  che riportava testualmente le seguenti indicazioni:   "il rilascio di interviste agli organi di stampa...  devono essere preventivamente comunicati alla Direzione tramite breve illustrazione sintetica per la opportuna validazione ed eventuale inserimento di un intervento del Direttore".   - denuinciano  i sindacati - Si tratta di un attacco non accettabile alla libertà costituzionali di comunicazione e di stampa, "imposte" in un momento in cui, oltre che di senso di responsabilità, vi è estrema necessità di trasparenza e di sentire la voce dei lavoratori che quotidianamente affrontano il dramma dell'emergenza Covid.» «A parole, che non costano nulla, i professionisti della Sanità vengono riconosciuti come "eroi", poi nei fatti viene precluso loro di parlare e raccontare le loro esperienze. -continuano   CGIL CISL UIL di e FPCGIL CISLFP  UILFPL  di Macerata  -  Invitiamo il Direttore non solo a revocare la disposizione ma ad invitare i lavoratori a raccontare esperienze e problematiche perché solo insieme e con il confronto si può uscire dal dramma dell'emergenza Covid e non provando a far tacere chi quotidianamente rischia la vita nei reparti.»   «Non è censurando che si ben amministra; non sono i pigli autoritari e l’esercizio muscolare del potere a dare autorevolezza alle scelte di chi guida importanti strutture pubbliche. - concludono - In assenza di modifiche alle richiamate disposizioni segnaleremo il provvedimento alle autorità competenti a tutela dei lavoratori e delle libertà sancite dalla nostra Costituzione.»
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14/04/2020 WHIRLPOOL, FIM CISL " NON SERVONO INUTILI FORZATURE"
La direzione aziendale ha comunicato l’intenzione di riprendere le attività produttive prima della scadenza del 3 maggio, facendo ricorso alla richiesta di autorizzazione al Prefetto poiché ritiene di rientrare nella filiera collegata al commercio di elettrodomestici. « Riteniamo tale richiesta una forzatura e ci attiveremo presso il prefetto e la regione per segnalare la nostra contrarietà. - scrive Fim Cisl,  in una nota stampa -   In ogni caso la ripresa dell’attività lavorativa non può essere messa in primo piano rispetto alla condivisione ed individuazione dei protocolli necessari a mettere in sicurezza gli stabilimenti, che devono essere previsti e decisi in previsione della ripresa sia essa prima o dopo il 3 maggio.»   Per  la Fim Cisl, «la salute e la sicurezza dei lavoratori non sono legate ad un codice Ateco, ma a procedure ben precise che sono ancora in fase di attuazione e di individuazione anche da parte della comunità scientifica.»    «È pertanto importante avviare sin da subito nei siti di Whirlpool un confronto che costruisca un protocollo affidabile, che rafforzi quanto previsto da quello attuale, implementando ed inserendo nuove ed efficaci azioni di prevenzione e di verifica delle condizioni di salute dei dipendenti Whirlpool, mutuando quanto già sottoscritto nei giorni scorsi con importanti gruppi industriali del nostro paese. - concludono -   Solo con tale processo avviato sarà possibile riprendere l’attività lavorativa, in caso contrario metteremo in atto tutte le azioni disponibili e necessarie per tutelare la salute dei lavoratori.»    
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14/04/2020 Emergenza Covid 19 No all'anticipo cassa/fondo ASSTRA ANAV per i lavoratori trasporto pubblico. Sindacati sul piede di guerra
  «Le associazioni datoriali delle società pubbliche e private del Trasporto pubblico locale ASSTRA e ANAV sono chiuse e sorde alle richieste sindacali per mitigare gli effetti economici del drastico ridimensionamento dei servizi » è quanto scrivono in una nota stampa  le Segreterie regionali di FILT- CGIL, FIT- CISL, UILTRASPORTI,  UGLAUTOFERRO, FAISA- CISAL .   Dopo numerosi ed infruttuosi incontri tra sindacati e associazioni datoriali, e nonostante l’erogazione confermata dei corrispettivi regionali che continueranno a riconoscere alle imprese gli importi anche per quel 60/70% dei servizi che non vengono più svolti, «abbiamo sempre chiesto l’anticipazione della cassa/fondo di solidarietà da parte delle aziende, la maturazione dei ratei di 13° e 14°, ferie ed altre competenze per gli autoferrotranvieri del trasporto pubblico marchigiano. - precisano le Segreterie regionali di FILT-CGIL,FIT-CISL,UILTRASPORTI,UGLAUTOFERRO,FAISA-CISAL -  Le associazioni datoriali hanno rigettato le nostre richieste giustificando il mancato accoglimento degli appelli con argomentazioni poco convincenti  sulla mancanza di liquidità.» Secondo i  sindacati «questa posizione, alla luce delle risorse riconosciute per intero dalla Regione Marche ed il contestuale blocco quasi totale del servizio, con un forte contenimento dei costi sia del lavoro che dei carburanti , scarica sugli autoferrotranvieri tutti i pesanti disagi mentre le imprese e gran parte del management mantengono profili sicuri di redditività.»   In molte regioni di Italia, come ad esempio in Emilia Romagna, Piemonte e Campania, si stanno siglando accordi che garantiscono l’intervento delle imprese per mitigare gli impatti economici sui lavoratori anticipando gli importi del Fondo, riconoscendo la maturazione piena dei ratei ed anche in alcuni casi, la creazione di un fondo di solidarietà aziendale alimentato da una quota degli stipendi del management, «per evitare, in particolare, una drastica riduzione salariale peri  dipendenti ma anche per far si che si sentano parte di un' impresa unita e solidale. Questi argomenti nella nostra regione sono ignorati dalle imprese. - precisano i sindacati di categoria unitari - Ecco perchè torniamo a ribadire le richieste che rappresentano le sacrosante aspettative dei lavoratori. Purtroppo è evidente l’egoismo e l’indifferenza delle parti datoriali verso le difficoltà dei propri dipendenti che svolgono il loro lavoro affrontando quotidianamente un significativo rischio di contagio. I punti qualificanti ed imprescindibili delle nostre richieste -  rilanciano  FILT- CGIL, FIT- CISL, UILTRASPORTI,  UGLAUTOFERRO, FAISA- CISAL -  sono: l’anticipazione dell’assegno del fondo di solidarietà da parte delle aziende, poiché va evitato il pericolo, per  circa1600 lavoratori , di rimanere senza liquidità, con livelli salariali minimi, soprattutto perché il diniego è ingiustificato.  Ribadiamo che alle imprese la Regione garantisce la normale liquidità. Chiediamo anche la maturazione completa dei ratei di ferie 13°ma e 14°,  un punto essenziale per mitigare gli effetti della decurtazione stipendiale dovuta all’utilizzo massiccio del Fondo Bilaterale di Solidarietà.»    I sindacati di categoria precisano che «solo un’ esigua minoranza d’ imprese si sono rese disponibili ad anticipare ai propri dipendenti gli importi del fondo.»   In questa grave situazione, «abbiamo richiesto alla Regione Marche un incontro urgente ed un  deciso intervento per rimuovere le posizioni datoriali intransigenti , inconcepibili in questi momenti in cui ad ogni soggetto, ad ognuno di noi è richiesta responsabilità, serietà e solidarietà. - concludono  - Denunciamo infine che in numerose realtà aziendali del TPL ci sono numerosi lavoratori con contratti a termine che saranno a sicuro rischio occupazionale e salariale, proprio perché in una situazione di crisi come questa sono i soggetti più deboli i primi a pagarne le conseguenze.»    
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11/04/2020 CGIL CISL UIL Marche: allibiti per  le dichiarazioni del Presidente di Confindustria  
«È stato appena pubblicato il Decreto del Governo che va per larga parte nella direzione che auspicavamo anche nel nostro comunicato di qualche giorno fa, a tutela del bene primario della salute delle persone e dell’esigenza di superare quanto prima questa gravissima e drammatica emergenza sanitaria».   «Oggi la salute di lavoratori e cittadini deve continuare ad avere assoluta priorità sulle esigenze meramente economiche e l’obiettivo di tutti deve essere quello di contrastare la diffusione del virus e le occasioni di contatto tra le persone che favoriscono la diffusione stessa e chiediamo anche al sistema delle imprese coerenza e responsabilità per il bene di tutti».  «Per tali ragioni rimaniamo allibiti e sconcertati dalle dichiarazioni del Presidente di Confindustria che sembra piegare tutto alle esigenze produttive, senza voler considerare l’amara realtà che è ancora sotto gli occhi di tutti» dichiarano Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Graziano Fioretti, rispettivamente Segretari Generali di CGIL CISL UIL Marche.  «Ci aspettano giornate importati per intervenire nelle varie realtà produttive per permettere il pieno rispetto di tutte le misure necessarie a garantire la salute dei lavoratori e lavoratrici. Ci auguriamo che gli importanti percorsi che ci aspettano per rilanciare quanto prima il Paese passi attraverso il massimo senso di responsabilità e coinvolgimento di tutti, a partire dai luoghi di lavoro».  
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10/04/2020 Coronavirus: bene il rinvio della riapertura di Fincantieri. Mantenere alta l’attenzione in nome della salute di lavoratori e cittadini
Fincantieri, a seguito di incontri sindacali nazionali e locali, ha deciso di rinviare l’apertura che aveva annunciato per il 14 aprile. È una buona notizia, comunicata da FIM-FIOM-UILM Nazionali, che ci spinge però a tenere alta l’attenzione! Come CGIL CISL UIL di Ancona avevamo subito fatto pervenire la nostra ferma contrarietà rispetto alle intenzioni di Fincantieri: condividiamo infatti in pieno le preoccupazioni della RSU FIM-FIOM-UILM che evidenziava, in una nota, il rischio per la salute e la sicurezza dei circa 2500 lavoratori che sarebbero stati coinvolti nella riapertura. Ci è apparso del tutto evidente che, di fronte alla necessità di contenere il movimento delle persone e di preservare il distanziamento sociale, invocata dalle istituzioni locali e nazionale e dalle autorità sanitarie come primo elemento di lotta al contagio, le intenzioni di Fincantieri fossero sia contraddittorie che pericolose. «Auspichiamo che tutto il sistema economico e produttivo contribuisca a mantenere il comportamento disciplinato che i cittadini della nostra regione si sono impegnati ad attuare, sapendo che vi sono ancora 1052 persone ricoverate negli ospedali marchigiani, di cui 127 in terapia intensiva, all’interno di strutture sanitarie che sono ancora sotto pressione e con personale allo stremo» dichiarano Marco Bastianelli (Cgil Ancona), Alessandro Mancinelli (Cisl Ancona) e Claudia Mazzucchelli (Uil Ancona). Come hanno scritto nei giorni scorsi CGIL CISL UIL Marche: «Se oggi non siamo in grado di fare responsabilmente le scelte giuste e ci facciamo prendere da frenesie illogiche, lo sconteremo a caro prezzo, non solo rischiando di disperdere tutti i sacrifici fatti finora ma anche di peggiorare ulteriormente le prospettive di ripresa»
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09/04/2020 CGIL CISL UIL Marche: la salute viene prima di tutto. Serve coerenza e forte senso di responsabilità.
In questi giorni sono numerosi gli appelli di imprenditori e di loro associazioni volti a sollecitare il Governo a far ripartire le attività subito dopo Pasqua. «Siamo sorpresi ed indignati per l’ostinazione di chi continua a pensar di poter riaprire fabbriche e attività economiche come se tutto fosse finito, rifiutandosi di fare i conti con una realtà che è molto diversa ed è quella di una emergenza sanitaria ancora drammatica» dichiarano Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Graziano Fioretti, rispettivamente Segretari Generali di CGIL CISL UIL Marche. «Non siamo certo appassionati alle chiusure a oltranza, anzi, siamo molto preoccupati per le condizioni di tantissimi lavoratori e lavoratrici che dovranno misurarsi con i redditi decurtati. E siamo altrettanto preoccupati per le pesantissime ripercussioni di questa emergenza sull’economia e sul lavoro. Proprio per questo abbiamo convintamente appoggiato, come organizzazioni sindacali, anche le recenti misure a sostegno delle imprese e siamo impegnati nell’azione di irrobustimento delle risorse per gli ammortizzatori sociali. Ma non è certamente fingendo che tutto sia finito che si risolveranno i problemi tutt’ora aperti». Questo è il tempo della responsabilità e di scelte non avventate, che spettano al Governo sulla base esclusivamente delle indicazioni degli esperti della comunità scientifica, a tutela dell’interesse primario della salute delle persone: interesse che viene prima dell’economia e dei profitti. Non solo. «Se oggi non siamo in grado di fare responsabilmente le scelte giuste e ci facciamo prendere da frenesie illogiche, lo sconteremo a caro prezzo, non solo rischiando di disperdere tutti i sacrifici fatti finora ma anche di peggiorare ulteriormente le prospettive di ripresa – proseguono Barbaresi, Rossi e Fioretti -. L’obiettivo prioritario, da riconfermare con convinzione, è quello di contrastare la diffusione del virus e le occasioni di contatto tra le persone che favoriscono la diffusione stessa. Per questo chiediamo a tutti, a partire dal sistema delle imprese, una maggiore attenzione per garantire coerenza tra ciò che serve fare e ciò che si fa». In proposito vogliamo ricordare che oltre 3.000 imprese marchigiane escluse dalla lista delle attività essenziali hanno comunicato alle Prefetture di voler continuare a svolgere la propria attività: un numero incredibilmente elevato. Ci teniamo poi a ribadire con forza che nelle realtà in cui si lavora devono essere garantite tutte le misure di salute e sicurezza previste dal Protocollo del 14 marzo. In assenza di tali misure le attività vanno fermate e ai lavoratori assicurato l’accesso agli ammortizzatori sociali. Questa condizione deve essere preventivamente verificata in ogni realtà aziendale che, in prospettiva, si appresti a ripartire. Proseguono Barbaresi Rossi e Fioretti: «Nelle Marche ogni giorno registriamo ancora vittime e centinaia di contagi. La nostra prima preoccupazione ora è di fermare questo incubo. Non può restare inascoltato il grido di allarme degli operatori della sanità che ci chiedono non solo rispetto per il loro enorme sacrificio ma si appellano all’impegno di tutti per salvaguardare la salute rispettando divieti e restrizioni: diversamente riporteremmo l’intero sistema sanitario regionale ai limiti del collasso». Per questo, di fronte a questo quadro ci troviamo a ribadire come sia necessario oggi più di ieri affermare che le esigenze di tutela della salute di lavoratori e cittadini debbono continuare ad avere assoluta priorità sulle esigenze meramente economiche . 
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09/04/2020 Coronavirus: i sindacati chiedono di chiudere le attività di vendita di alimentari e di generi di prima necessità in occasione delle festività pasquali
Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs Uil delle Marche, consapevoli che il settore della distribuzione alimentare è essenziale per la popolazione e che per tale ragione è stato consentito alle aziende di continuare la loro attività, chiedono con forza che il governo regionale disponga la chiusura nei giorni festivi di tutte le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali. La funzione di servizio alla comunità regionale che i negozi alimentari offrono non giustifica l’apertura degli stessi anche nelle prossime giornate festive. «Oltre alla doverosa attenzione che va posta nei confronti dei lavoratori del settore, per i quali le prossime giornate festive potrebbero rappresentare le sole occasioni per trascorrere l’intera giornata con la propria famiglia, riteniamo che l’apertura delle grandi strutture di vendita nelle festività possa costituire un pretesto per intere famiglie per lasciare la propria abitazione e trascorrere un momento “di svago” nei centri commerciali con le inevitabili conseguenze dal punto di vista dell’ampliamento del contagio - dichiarano i Segretari Barbara Lucchi, Selena Soleggiati e Fabrizio Bontà -. Confidiamo pertanto che la Regione Marche, come stanno già facendo altre regioni, anche confinanti, in questi giorni, provvederà a disporre la chiusura di tutte le strutture della distribuzione alimentare nelle prossime festività di Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile e 1 Maggio».
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09/04/2020 Aerdorica: sottoscritto l'accordo tra Regione, azienda e sindacati
Semaforo verde dalle tre sigle sindacali dei confederati dei trasporti Filt Cgil, Filt Cisl, Filt Uil alla sottoscrizione insieme con Regione Marche, assessorato politiche del Lavoro, dell’accordo proposto dall’Azienda Aerdorica. I punti fondamentali del documento prevedono un periodo di cassa integrazione a tutto il 31 dicembre 2020, avvalendosi sia della cassa integrazione da Covid 19, sia della cassa integrazione straordinaria. L’accordo prevede anche per i dipendenti che a seguito delle esternalizzazioni non dovessero risultare riassorbiti dalle società esterne incentivazioni finanziarie significative. In aggiunta alla sottoscrizione di tale accordo Regione Marche nella giornata oggi ha anche approvato un protocollo che prevede criteri che possono agevolare la ricollocazione del personale dichiarato in esubero e non riassorbito a seguito delle esternalizzazioni dei servizi.  «Quella di Aerdorica - commenta l’assessore al Lavoro Loretta Bravi - è una operazione eccezionale che va avanti da tempo e questo è un ulteriore passaggio di questo percorso. È l’esito di una procedura che sottende ad una prospettiva di contenuto. La Regione si impegna con un serio piano di politiche attive, con una concreta possibilità di evitare ogni licenziamento. C’è la cassa integrazione, ci soni incentivi all’esodo e un protocollo a garanzia. È stato un dialogo lungo e difficile, oltre 10 incontri, ma franco, che ha cercato di porsi realisticamente dentro una situazione storica drammatica quella della pandemia, che non facilita la ripresa di una struttura che comunque è reputata strategica. Ricordo infatti che il Sanzio è tra i 17 aeroporti rimasti aperti per consentire il traffico delle merci».   Valeria Talevi (FILT CGIL), Daniela Rossi (FIT CISL), Giorgio Andreani (UILTRASPORTI ) da parte loro esprimono «grande soddisfazione per l’accordo raggiunto con la società Aerdorica e Regione Marche. Dopo giorni di lunghe ed estenuanti trattive – proseguono - lo giudichiamo il miglior accordo possibile in una condizione di forte difficoltà del trasporto aereo e delle condizioni di partenza della società. Abbiamo salvaguardato i posti di lavoro all’interno dell’aeroporto e laddove ciò non sia stato possibile abbiamo previsto, grazie all’ interessamento fattivo della Regione, il possibile ricollocamento del personale in un programma di politiche attive promosso da noi  e accolto favorevolmente da Regione nella Giunta straordinaria di oggi. Abbiamo inoltre allo stesso tempo salvaguardato il reddito dei lavoratori attraverso incentivazioni all’esodo che la Società Aerdorica ha accolto positivamente   dimostrando così maggiore sensibilità nei confronti dei propri dipendenti oltre che un atteggiamento più costruttivo per le future relazioni industriali. Relativamente allo stato di crisi determinatosi dall’emergenza sanitaria in atto il personale potrà avvalersi di un periodo di Cassa integrazione per crisi fino al 31 /12/2020. Nel corso dell’assemblea odierna – concludono -, effettuata in videoconferenza, abbiamo registrato una significativa partecipazione dei lavoratori che malgrado lo strumento innovativo di consultazione hanno accolto positivamente l’intesa raggiunta».
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09/04/2020 Coronavirus e liquidità dei Comuni: servono risorse governative per garantire i servizi e valorizzare il personale impegnato in questo momento drammatico
Ha ragione il Presidente Nazionale dell'Anci De Caro quando sostiene che il sistema dei Comuni ha bisogno in tutta Italia di almeno cinque miliardi di euro per poter erogare i servizi ai cittadini e riconoscere l'attività svolta dai dipendenti.   Anche nelle Marche, ove operano circa 10.000 dipendenti comunali, i Comuni hanno continuato in piena emergenza Covid ad erogare i servizi sospendendo i pagamenti dei tributi locali ed i piani di rateizzazione in essere. Sono state giustamente sospese anche le rette per gli asili e la mensa, ed anche le entrate derivanti dal sistema dei trasporti e parcheggi sono crollate. Contestualmente i dipendenti, anche da postazioni in smart working, non hanno mancato di dare supporto alla popolazione garantendo servizi fondamentali quale anagrafe e stato civile, i controlli previsti dall'emergenza Covid con la Polizia Municipale e più in generale l'intera attività comunale (uffici tecnici, ragioneria, informatica, servizi sociali ecc..). Tali servizi sono stati erogati, grazie anche agli accordi sindacali, in condizione di sostanziale sicurezza nonostante la drammaticità del momento. In queste settimane, i dipendenti comunali si sono messi a disposizione della collettività anche per accelerare l’erogazione dei buoni spesa, fondamentali per supportare le fasce più deboli della popolazione. «Se però il Governo non procederà a una iniezione di liquidità al sistema dei Comuni - dichiara Luca Talevi, Segretario Generale della Cisl Fp Marche - si rischierà nei prossimi mesi di non avere le risorse per garantire i servizi ai cittadini e valorizzare la professionalità e l'impegno dei lavoratori che nelle Marche hanno assicurato la piena operatività degli enti». La Cisl Fp Marche ritiene altresì che i Comuni debbano attivarsi con il Governo affinché i 100 euro lordi previsti dal Governo per chi ha lavorato a marzo coinvolgano anche i lavoratori in smart working e contestualmente prevedano risorse aggiuntive per premiare tutto il personale che sta dando prova di estrema serietà e professionalità in condizioni oggettive di estremo disagio.
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07/04/2020 Coronavirus: la Fit Cisl chiede più lavoratori e mezzi per la disinfezione della città di Ancona e un rafforzamento della raccolta porta a porta
La Fit Cisl Marche osserva come ad Ancona si sia deciso di affrontare il problema della sanificazione/ disinfezione in modo “timido”, con soli 2 operatori in turno al giorno. Come segreteria regionale, con le Rsu, abbiamo chiesto un’azione più incisiva con la messa in servizio di più operatori e mezzi in modo da garantire in tutta la città, comprese le periferie, interventi quotidiani in luoghi prossimi a farmacie, poste, supermercati, ospedali, e azioni, secondo necessità, presso parchi, piazze, luoghi di culto, e altro. Anche la raccolta porta a porta dei rifiuti presenta non poche criticità: la riorganizzazione dei servizi ha determinato in città la presenza di rifiuti a terra e cassonetti debordanti, oltre aver causato un incremento ingiustificato dei carichi di lavoro degli operatori addetti alla raccolta. Per Roberto Ascani, Segretario Generale Fit Cisl Marche, il confronto con le Rsu «va intensificato e ripreso per tarare al meglio risorse umane ed attività senza pregiudizi e senza avere come obbiettivo l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Rimane prioritario offrire alla cittadinanza il miglior servizio possibile nel rispetto della tutela della salute e sicurezza di chi lavora».
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07/04/2020 Emergenza Covid 19 Agricoltura FaiCisl FlaiCgil UilaUil : “I voucher non danno una risposta alla mancanza di manodopera nelle Marche”
  La mancanza di manodopera agricola nelle Marche, come in altre regioni  d’Italia, è  una delle tante conseguenze della pandemia in atto,  «  a questa situazione si può dare una prima importante risposta regolarizzando i lavoratori immigrati extracomunitari già presenti in Italia -  rilanciano i sindacati di categoria  FaiCisl-FlaiCgil-UilaUil  Marche - con contratti regolari e lavoro  in condizioni di  sicurezza. Sostanzialmente i voucher sarebbero solo un altro strumento di precarietà del lavoro agricolo visto che  la flessibilità nelle forme di assunzione ce n’è già abbastanza» FaiCisl-FlaiCgil-UilaUil Marche  ricordano alle imprese agricole marchigiane e a chi le rappresenta che esistono già da diversi anni  strumenti contrattuali per l’assunzione degli stagionali  agricoli  che garantiscono la massima flessibilità «per cui  non vi è nessuna necessità di reintrodurre uno strumento del tutto improprio come il  VOUCHER  e così poco controllabile nel uso. - sottolineano i sindacati  - Approfittare dell’emergenza per tornare alla carica sulla vecchia e fallimentare ricetta della contrazione dei diritti e dei salari attraverso uno strumento di copertura del lavoro nero come risposta all’emergenza è deludente, per niente lungimirante e all’altezza della qualità dell’agricoltura delle Marche . -  ribadiscono  FaiCisl-FlaiCgil-UilaUil Marche - Pensavamo che la  lezione del recente passato fosse stata ormai recepita ma l’opportunismo cieco  che viene riproposto ci dimostra che ancora c’è parecchio lavoro da fare.» Per questo FaiCisl-FlaiCgil-UilaUil Marche  ritengono che « la prossima e auspicabile fase post-emergenziale si  debba fondare sulla valorizzazione dei diritti e delle tutele a favore dei lavoratori. È importante ricordare alle associazioni datoriali agricole che le produzioni di qualità non possono prescindere da un lavoro di qualità, ben tutelato e ben retribuito . - precisano  -  La sburocratizzazione per le imprese agricole non può passare per la riduzione dei livelli  di tutela per i braccianti, che mai come in questo momento hanno bisogno di veder rispettate le norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro  e di avere contratti più stabili e duraturi.  - concludono FaiCisl-FlaiCgil-UilaUil Marche  - Attrarre lavoratori in agricoltura è possibile ma solo se si garantiscono tutele contrattuali ed economiche dignitose per chi lavora .»      
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07/04/2020 MISURE DI SOSTEGNO PER I LAVORATORI
    SINTESI DECRETO CURA ITALIA: LE MISURE A SOSTEGNO DEL LAVORO  a cura di INAS CISL    
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07/04/2020 MISURE DI SOSTEGNO PER LE FAMIGLIE
 SINTESI DECRETO CURA ITALIA: LE MISURE PER LE FAMIGLIE a cura di INAS CISL            Congedi e Legge 104: le misure per le famiglie del Decreto "Cura Italia"   30 marzo 2020 Il Decreto Legge 18/2020, il cosiddetto "Cura Italia", emanato dal Governo per fronteggiare l'emergenza Coronavirus contiene misure di sostegno economico per le famiglie. In particolare, sono previsti congedi parentali straordinari per i lavoratori del settore privato, per i lavoratori autonomi, per gli iscritti alle gestioni separate e per i lavoratori del settore pubblico e del settore sanitario pubblico o privato convenzionato. Sono estesi anche i permessi previsti dalla Legge 104/92: il numero dei giorni di permesso mensile retribuiti coperti da contribuzione figurativa di cui all’art 33 c.3 L 104/92 è incrementato di ulteriori complessivi 12 gg distribuibili nei mesi di marzo e aprile 2020, per un totale di 18 gg usufruibili nei due mesi in questione. Esempio 1: 6 giorni di permesso a marzo + 3 giorni di permesso ordinario 6 giorni di permesso ad aprile + 3 giorni di permesso ordinario Esempio 2: 8 giorni di permesso a marzo + 3 giorni di permesso ordinario 4 giorni di permesso ad aprile + 3 giorni di permesso ordinario   Il beneficio è riconosciuto anche al personale sanitario compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale impegnati nell'emergenza COVID-19 e del comparto sanità. Attenzione: se il dipendente già fruisce di permessi per assistenza a disabile,non deve presentare alcuna domanda, ma accordarsi col datore di lavoro per usufruire degli ulteriori giorni; per il lavoratore che richiede i permessi per la prima volta occorre presentare istanza telematica all’Inps. Per informazioni contatta telefonicamente il patronato INAS CISL al numero unico 800 249 307 LE PRATICHE INAS PER GLI ISCRITTI CISL SONO GRATUITE    
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06/04/2020 Coronavirus: nuova organizzazione del lavoro per la Polizia Locale di Macerata
Con lo scopo di salvaguardare al massimo la salute dei lavoratori, il Comune di Macerata ha modificato l'organizzazione del lavoro della Polizia Locale.   La nuova disposizione, prevede la suddivisione del personale in tre gruppi che avranno rotazione settimanale in modo tale che un gruppo lavorerà da casa in modalità in Smart working e due saranno invece presenti in sede suddivisi in due turni lavorativi (mattino dalle 7,30 alle 13,30, pomeriggio dalle 14 alle 20 o dalle 16 alle 22). In questo modo diminuisce il numero di persone in contatto tra di loro e quindi la probabilità di contagio. Saranno naturalmente rispettate le distanze di sicurezza interpersonale e l’uso dei dispositivi di protezione. Il referente territoriale della Cisl Fp Marche, Alessandro Moretti, esprime soddisfazione per il risultato ottenuto: «Ringraziamo il Comandante per la condivisione di idee e gli RSU Paulini e Bertarelli per l'impegno profuso a tutela di tutti i componenti del Corpo».
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06/04/2020 Buono spesa: pubblicato il bando dell'Ambito Territoriale Sociale 9 di Jesi
È stato pubblicato il bando per l'erogazione dei buoni spesa alimentare in favore dei cittadini dei Comuni dell'Ambito Territoriale Sociale 9 in difficoltà economiche a causa della diffusione del virus Covid-19. I residenti nei Comuni di Jesi, Monsano, Monte Roberto, Morro d'Alba, Filottrano, Mergo, Maiolati Spontini e Castelplanio possono presentare richiesta per beneficiare dell’acquisto di generi alimentari da utilizzarsi esclusivamente in uno degli esercizi commerciali convenzionati di cui all’elenco costantemente aggiornato e pubblicato sul sito dell’ASP AMBITO 9. Dovrà fare domanda la persona che, all'interno del nucleo familiare, andrà a fare la spesa, in quanto il buono è personale e non cedibile. La richiesta potrà essere presentata solo una volta. Per i Comuni dell'Ambito Territoriale Sociale 9 non ricompresi bisogna accedere al sito dei singoli enti. Tutte le informazioni e il modulo per inviare la richiesta sono in allegato    
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06/04/2020 EMERGENZA CORONAVIRUS: PROVVEDIMENTI SULLA CASA IN ABITAZIONE PRINCIPALE
Tutte le misure inserite nel Decreto "Cura Italia" a seguito dell'emergenza Covid-19 riguardanti la casa in abitazione principale: mutui, sfratti, locazioni, alloggi popolari. Tali provvedimenti si vanno ad aggiungere a quelli già in vigore
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06/04/2020 Emergenza Covid19 Bando assegnazione Buoni Spesa Cgil Cisl Uil Fabriano risultato positivo dopo un confronto serrato con i Sindaci
 Positivo per CGIL CISL UIL della zona di Fabriano  il lavoro svolto con i Sindaci dell’Ambito 10 e con il Presidente dell’Unione Montana Esino-Frasassi nel formulare un regolamento congiunto in merito al Bando per l’assegnazione dei Bonus Alimentari  a sostegno della difficile situazione economica determinatasi per effetto delle conseguenze COVID 19, in riferimento  al DPCM 28 marzo 2020 e dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 658 del 29 marzo 2020. «Abbiamo contribuito in maniera attiva alla costruzione delle priorità nell’ assegnazione degli aiuti, in un momento così difficile per i cittadini del nostro territorio e del nostro paese. - affermano CGIL CISL UIL della zona di Fabriano -  Un confronto serrato, ovviamente  in video-conferenza, con i Sindaci del territorio che ha permesso di  raggiungere l’obiettivo di applicare lo stesso regolamento in tutti e 5 i Comuni del territorio montano, Fabriano, Sassoferrato, Genga, Cerreto D’Esi e Serra S. Quirico.  - sottolineano i rappresentanti sindacali della zona di Fabriano -  Inoltre, il nostro contributo è stato risolutivo nella stesura del Bando, è nostra consuetudine contribuire alla soluzione dei problemi,  per questo vorremmo ricordare ai Sindaci che il contraddittorio è un valore della democrazia che va sempre perseguito. Chiediamo anche per il futuro - concludono Cgil Cisl Uil Fabriano -  l’unità decisionale tra i Comuni del territorio, modalità che ci aiuta e rafforza come comunità. Insieme, con determinazione e con senso di responsabilità sicuramente ne usciremo più forti.»
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06/04/2020 Emergenza Covid 19, lavoratori strutture per anziani, Cisl Fp Marche: " E' urgente garantire la massima sicurezza e riconoscimenti economici”
«La  Cisl Fp  Marche, nell'esprimere la propria solidarietà e collaborazione ai lavoratori delle strutture per anziani nelle Marche, ai Sindaci e responsabili delle strutture coinvolte nella emergenza Covid che colpisce pesantemente le residenze  socio -sanitarie della nostra regione ed i più vulnerabili quali gli anziani, ritiene fondamentale che ogni struttura si attenga ai contenuti del Protocollo Nazionale per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori del 24 marzo 2020 sottoscritto dai sindacati con il Ministero della Salute»  scrive in una nota stampa Luca Talevi, Segretario Generale Cisl Fp Marche.  «Fondamentale  garantire i dispositivi di protezione individuale nella quantità adeguata e con rispondenza degli stessi ai requisiti tecnici necessari a tutelare la salute sia dei lavoratori che degli anziani oltre che assicurare l'esecuzione periodica dei tamponi al personale o di test di laboratorio atti a riscontrare l'eventuale positività. - continua Talevi -  Ogni luogo di lavoro dovrà essere periodicamente sanificato e dovranno essere coinvolti i rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza per adeguare il Documento di Valutazione del Rischio alle nuove situazioni create dall'emergenza Covid.»   La Cisl Fp Marche è disponibile  per condividere, anche a distanza,« momenti di confronto struttura per struttura, soprattutto per quelle ubicate nelle province di Ancona e Macerata , particolarmente colpite, al fine di  favorire momenti di confronto utile ad affrontare le criticità evidenziate. - conclude Talevi - Si tratta di circa 400 strutture marchigiane ove vi sono circa 12.000 anziani ed operano quasi 6.000 lavoratori ai quali oltre che la dovuta sicurezza dovrà essere garantito un riconoscimento economico atto a valorizzare l'enorme lavoro svolto in una condizione di estrema difficoltà.»
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04/04/2020 Pfizer Ascoli Piceno €1500/marzo per i lavoratori Covid-19
  Il Decreto Legge n. 18 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020, ha previsto, tra le altre disposizioni, all’art. 63, un premio per i lavoratori dipendenti. Il premio ammonta a 100 euro, da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella sede di lavoro nel mese di marzo 2020. Le Rsu dello stabilimento di Ascoli Piceno hanno ritenuto opportuno cosi come è avvenuto in altre aziende italiane, di indurre l'azienda a decidere in merito all'innalzamento del premio qui sopra. L'azienda Pfizer di Ascoli Piceno ha deciso di elargire a tutti i dipendenti (con contratto a tempo determinato ed indeterminato e ai lavoratori che ad un certo punto per qualche problema di salute non hanno più lavorato) presenti in stabilimento in questo periodo di COVID 19 un premio di presenza di euro 1500 che saranno presenti nel cedolino del mese di maggio. La Femca Cisl Marche -nelle persone di Andrea Migliori e Piero Mozzoni, Sandro Ferretti, Angelo Pisetta, Carlo Caponi per la RSU Cisl- esprime soddisfazione per  la decisione aziendale, anche in merito alle osservazioni poste di cui sopra, ed auspica che tale importo economico sia riconosciuto anche ad i lavoratori in somministrazione. Ed aggiungono: "starà a noi monitorare il proseguio del lavoro, l'applicazione di tutte le norme di sicurezza e proseguire nella negoziazione per le lavoratrici ed i lavoratori." La Femca Cisl Marche esprime un ringraziamento a tutti i dipendenti Pfizer ed a tutti i lavoratori dipendenti delle aziende essenziali, che in questo delicato momento emergenziale, con forte senso di responsabilità hanno continuato la loro attività professionale, nonostante i tanti disagi che in questi giorni hanno dovuto affrontare.  
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03/04/2020 Smart working nella Pubblica Amministrazione: Cisl Fp e Fp Cgil scrivono al Prefetto di Macerata e ai sindaci per far rispettare le norme
La Cisl Fp Marche, tramite il responsabile di Macerata Alessandro Moretti, e la Fp Cgil hanno scritto una lettera al Prefetto di Macerata e ai sindaci della Provincia per sollecitare il rispetto, da parte delle Pubbliche Amministrazioni locali, delle direttive, circolari e decreti riguardanti l'emergenza Coronavirus e l'applicazione dello smart working nel pubblico impiego. «Ci risultano numerosi casi di Enti che, disattendendo quanto descritto dai decreti riguardanti il contenimento della pandemia da Coronavirus rispetto alle modalità di funzionamento della Pubblica Amministrazione, rifiutano di applicare l’art. 87 del D.L. 18 del 17 marzo 2020 - scrivono Cisl Fp e Fp Cgil di Macerata -. Da tempo insistiamo perché la ratio delle norme di riduzione delle presenze fisiche negli uffici, salvaguardati i servizi essenziali a tutela dei cittadini, siano applicate ma è purtroppo sfuggito a molti Amministratori quanto la priorità, in questo contesto, debba necessariamente essere il diritto alla salute del lavoratore che, peraltro, si traduce in strumento di tutela della salute pubblica». Nonostante le numerose richieste, «Ci risultano ad oggi enti che non utilizzano lo smart working, enti il cui numero di dipendenti che lavora in presenza è assolutamente sproporzionato ed enti che deliberano l’utilizzo delle ferie 2020». I sindacati del Pubblico Impiego chiedono dunque un intervento per verificare l'effettivo rispetto delle norme.
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03/04/2020 Coronavirus, difficoltà all'Ospedale di Urbino: «Manca il personale. Trattare gli arrivi in Pronto Soccorso come potenziali Covid»
«Già prima dell'emergenza, all'Ospedale di Urbino mancavano 50 infermieri e 20 OSS. Ora, tra quarantene e positività al Covid, la carenza di organico è ancora più grave». È quanto dichiara al Tgr Rai Marche Alessandro Contadini della Cisl Fp Marche, che insieme alla Fp Cgil chiede di individuare una struttura dedicata ai pazienti non affetti da Coronavirus per ridurre il pericolo di contagio. A preoccupare è infatti la natura "mista" dell'ospedale urbinate: «Gli arrivi in Pronto Soccorso vanno trattati come potenziali positivi» conclude Contadini.
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03/04/2020 Coronavirus: le aziende del Fermano chiedono di ripartire. Garantire sicurezza ed ammortizzatori sociali
«Gli ammortizzatori sociali devono essere una certezza, non uno slogan. Bisogna garantire che vengano anticipati e avere attenzione anche per gli ex lavoratori che in questo momento sono privi di copertura economica». Così Alfonso Cifani, responsabile della Cisl di Fermo, ai microfoni del Tgr Rai Marche
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03/04/2020 Mobilità 2020: alla tua domanda ci pensa Cisl Scuola Marche
Fai parte del personale scolastico e devi presentare domanda di mobilità? Anche se i nostri uffici sono chiusi, Cisl Scuola Marche è pronta ad aiutarti: basta andare sul sito www.cislmarche.it Scopri in questo video come richiedere una consulenza per la tua provincia, se puoi fare domanda e quali sono le scadenze #Restiamoacasa: alla tua domanda di mobilità ci pensa Cisl Scuola Marche
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02/04/2020 Lavoratori Jp Industries esclusi dalle misure straordinarie per il Coronavirus: si rischia il disastro sociale
La Fim Cisl Marche denuncia la grave situazione in cui versano i Lavoratori della J.P. Industries di Fabriano, azienda che occupa nelle Marche 300 dipendenti dei 590 complessivi. Il 20 dicembre 2019, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stato richiesto l’accesso alla concessione in proroga della cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione aziendale a causa della scadenza del precedente decreto di cassa integrazione. Nell’accordo ministeriale si prevedeva il pagamento diretto da parte dell’INPS, poiché l’azienda si trova in grave situazione economica. Nonostante l’esito positivo dichiarato a conclusione dell’esame congiunto al Ministero, ad oggi, dopo oltre tre mesi dalla firma, non c’è stato ancora nessun decreto di approvazione da parte dello stesso Ministero e nel contempo i lavoratori e le loro famiglie sono senza copertura economica. È una situazione che provoca una grave tensione sociale, resa ancora più drammatica dall’emergenza Coronavirus, poiché gli operai e le loro famiglie sono privi di qualsivoglia copertura reddituale. In questo momento i lavoratori della JP sono esclusi anche dai recenti interventi introdotti dal Governo, non possono accedere alla cassa in deroga, non possono accedere agli anticipi delle banche per i periodi di cassa integrazione poiché questi sono concessi solo per la causale Covid-19. Su un territorio già martoriato dalle varie crisi industriali e del settore dell’elettrodomestico si sta consumando l’ennesimo disastro sociale. «Sollecitiamo tutte le istituzioni per un loro intervento immediato, la Regione Marche in primis, il Comune di Fabriano e lo stesso Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali» dichiara Giampiero Santoni, Segretario regionale della FIm Cisl Marche. Di recente, le segreterie regionali di Fim, Fiom e Uilm hanno sollecitato ufficialmente il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo chiedendo un suo intervento: sindacati e lavoratori sono tuttora in attesa di una risposta.
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02/04/2020 Emergenza Covid 19 Erogazione Buoni Spesa, Cisl Fano: "Bene criteri omogenei per tutti i Comuni dell'ATS 6, con ISEE la distribuzione sarebbe stata più equa"
  In questi giorni i Comuni hanno definito le misure per l’erogazione di buoni spesa, « Un plauso va al Comune di Fano   che ha omogenizzato i criteri per tutti Comuni dell’Ambito territoriale sociale 6 di Fano, decisione non attuata ad esempio per i Comuni dell’ATS 7 di Fossombrone. - commentano  Giovanni Giovanelli, Responsabile della Cisl di Fano e Luciano Rovinelli, della Fnp Cisl di Fano -  Ma non possiamo non fare  alcune osservazioni che avrebbero potuto rendere la distribuzione di questi buoni spesa più equa.»     In particolare « prima considerazione, vogliamo segnalare, uno scarso coinvolgimento dei sindacati e di tutte le associazioni di volontariato, del terzo settore che operano nel territorio, nella  definizione delle modalità e dei criteri di erogazione dei buoni. Scelte di questo tipo vanno condivise con i soggetti del territorio. - sottolineano Giovanelli e Rovinelli - Seconda considerazione, esprimiamo la nostra contrarietà al mancato utilizzo dello strumento dell’isee (utilizzato anche dalla Caritas per l’accesso ai servizi): ricordiamo che la maggior parte dei cittadini hanno  già l’Isee ed in ogni caso gli uffici fiscali sono operativi per il calcolo. Sosteniamo l’utilizzo dell'Isee - spiegano -  perché fotografa la situazione patrimoniale non solo riferita alla giacenza media dei conti correnti ma anche tutto il patrimonio finanziario (titoli di stato libretti al portatore, bot Cct titoli di risparmio e così via...). L’utilizzo dell’isee per favorire l’accesso avrebbe garantito maggiore equità e rigorosamente fotografa la situazione patrimoniale senza possibilità di omissioni.»   Terza considerazione:« Rimaniamo scettici nell’utilizzo del solo riferimento al saldo del contro corrente al 31 marzo. - rilanciano - Sarebbe stato più efficace e avrebbe fotografato meglio la situazione finanziaria, volendo utilizzare il saldo del conto corrente,  la richiesta anche del  saldo di tutti i titoli di deposito bancario,  postali e dei vari titoli finanziari di risparmio. »   In questa difficilissima crisi   «riteniamo fondamentale qualificare il confronto con tutto il mondo associativo le organizzazioni sindacali, quelle datoriali e tutto il terzo settore.  - concludono Giovanelli e Rovinelli - Solo scelte condivise saranno efficaci per affrontare la crisi attuale e per definire le strategie utili per affrontare il futuro economico e sociale del nostro territorio.»              
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